Politica

L’impotenza di Renzi l’ineffabile

di Mario Borghezio

Il dramma degli sbarchi continui ha ormai raggiunto dimensioni epocali. Impossibile non richiamare alla memoria la visione profetica sviluppata fin nei lontani anni '70 dal grande scrittore francese Jean Raspail nel suo romanzo Il campo dei Santi: «L’Europa è una frontiera»: questa è la definizione che sfrontatamente, nell’Aula di Strasburgo, ha dato il Presidente del Consiglio, ineffabile pifferaio magico di quella strana maggioranza sotto il cui Governo la crisi degli sbarchi sta letteralmente esplodendo. L’irresponsabile al potere, che con la sua affabulazione basata sul nulla assoluto sembra incantare la sinistra europea (o parte di essa) non ha saputo profferire, davanti a Barroso & Co., una proposta che sia una su come affrontare la situazione. Eppure, le cose da fare immediatamente, ove si abbia il coraggio di prendere le necessarie decisioni, non sono difficili da indicare. In primo luogo, un’intesa forte con gli altri Paesi mediterranei dell’UE, per adottare una linea comune di fermezza contro gli sbarchi dei clandestini. Magari facendo riferimento alla normativa contro il traffico internazionale di carne umana. In secondo, la realizzazione, di una o più aree per la sistemazione dei profughi che aspirano al riconoscimento di tale condizione, in attesa dello svolgimento delle pratiche di identificazione, di accertamento delle reali condizioni e di controllo igienico sanitario. Infine, imponendo a livello UE, il rispetto da parte degli Stati da cui partono le «carrette del mare» delle norme europee sull’immigrazione, pena l’immediata sospensione di ogni forma di aiuto umanitario e/o collaborazione economica tanto da parte di Bruxelles quanto da parte dei Paesi membri.

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