Politica

Floris va a La7. Per quattro milioni di ragioni

Dopo 12 anni lascia Ballarò e la Rai. Che gli aveva offerto "solo" 600mila euro l’anno

Giovanni Floris lascia la Rai e passa a La7, la rete di Urbano Cairo che si avvicina quindi al 10 luglio, data di presentazione dei palinsesti autunnali per il 2014, con un gran colpo. Come in ogni separazione, la notizia della fine di un ciclo è arrivata con un comunicato, vergato proprio dalla Rai: «Dopo dodici anni di conduzione di Ballarò e dopo un proficua esperienza quasi ventennale in Azienda, Giovanni Floris lascia la Rai. La Rai, nel ringraziarlo per il lavoro svolto, gli porge i migliori auguri per il suo futuro professionale». Non siamo al c’eravamo tanto amati ma poco ci manca. Che qualcosa fosse nell’aria lo si era capito, per la verità, anche nei giorni scorsi, quando, ad esempio, alla presentazione dei palinsesti di Mediaset Pier Silvio Berlusconi aveva ribadito la propria stima per Floris, che «è un ottimo professionista, e Ballarò un buon programma di approfondimento politico», aggiungendo però subito dopo che «non c’è mai stata una trattativa concreta tra noi e Floris», riferendosi alle voci di un’offerta di Mediaset per il conduttore, che erano circolate nei giorni scorsi. Se togli Mediaset, chi resta? L’offerta, lo ha svelato ieri, a farla ci ha pensato La7: 4 milioni in tre anni per condurre programmi sulla tv di Urbano Cairo mentre il servizio pubblico gli aveva offerto 1,8 milioni. L’arrivo di Floris a La7, questa diventa adesso la domanda, cosa comporterà per la programmazione della rete? Giovanni troverà il suo amico Maurizio Crozza (con cui tra l’altro ha in comune l’agente, Beppe Caschetto) ma soprattutto entrerà su una canale incentrato sull’informazione, quasi monogenere. Il lunedì Corrado Formigli, il martedì che andrà (salvo colpi di scena) a Floris, il mercoledì Paragone, il giovedì Michele Santoro con il suo Servizio Pubblico , il venerdì la satira di Maurizio Crozza. E poi il Tg di Enrico Mentana e la striscia quotidiana, da lunedì al sabato di Lilli Gruber, alle 20.30, con la dominante dell’attualità e della politica come narrazione. Questo per rimanere soltanto alla prima serata, visto che anche nella programmazione del mattino i programmi sono incentrati sulla politica, da Omnibus a Coffee break passando per L’aria che tira . Un affollamento di news che se l’agenda dei fatti è alta funziona ma se la politica si affloscia finisce giocoforza per perdere mordente. Vedremo. Nell’attesa, a far lievitare la suspence sull’arrivo di Floris, ci ha pensato il direttore del TgLa7 Enrico Mentana, che ieri sera in apertura dell’edizione serale ha smorzato un po’ le voci: «Floris arriva da noi? Non c’è un accordo concluso. Alè». Per la verità, Floris appare sereno e dice che «rimettersi in gioco è salutare». E allora, prosit.

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