Politica

Sarkò: anche io perseguitato dai giudici

Con la Merkel rideva di Silvio ma ora il suo destino è simile a quello del Cav L’ira sulle intercettazioni: «Non è normale che siano diffuse dai giornali»

L’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, punta il dito contro la magistratura francese e l’accusa di «strumentalizzazione politica». Incriminato per corruzione, traffico d’influenze e violazione del segreto istruttorio, Sarkò sembra però tutt’altro che intenzionato a farsi da parte. In un’intervista alle maggiori emittenti televisive francesi, l’ex capo di Stato lancia la sua sfida. «Ci sono cose che si stanno organizzando, i francesi devono sapere». «Sono profondamente scioccato - ha aggiunto -. È normale che le mie conversazioni siano ascoltate e diffuse dai giornalisti?». Si tratta di temi già ascoltati per molti anni anche in Italia ma in una delle culle della democrazia, come la Francia, nella quale venne teorizzata la separazione e l’indipendenza dei poteri l’idea che giudici siano degli strumenti di lotta politica creano ancora scandalo. Eppure è così. «Una parte del sistema giudiziario francese viene utilizzato per scopi politici», nel tentativo «di distruggermi» dichiara Sarkozy al canale televisivo TF1 e alla radio Europe-1. U attacco preciso per difendersi dalle accuse di corruzione e violazione del segreto istruttorio per cui martedì scorso è stato interrogato dalla polizia per 15 ore. Le autorità, aggiunge, lo hanno fermato «con il desiderio di umiliarmi». Il marito di Carla Bruni è stato interrogato in merito al sospetto che abbia accettato 50 milioni di euro da Muammar Gheddafi per la sua campagna elettorale nel 2007 e in relazione ai casi Bettencourt e Tapie/Lyonnais. Sarkozy, 59 anni, stava progettando il ritorno in politica dopo la sconfitta alle presidenziali per mano di François Hollande, ma le vicende giudiziarie mettono le sue intenzioni in forse. Per ora non non rinuncia alla presidenza dell'Ump spiegand che deciderà a fine agosto, inizio settembre se tornare in politica. Nell'intervista, Sarkozy ha respinto le accuse nei suoi confronti, insistendo sul fatto di non avere «mai tradito la fiducia» del popolo francese. L'ex presidente si è poi detto «profondamente scioccato» dalla durata della sua detenzione. «È normale che venga trattenuto per così tanto tempo?», ha chiesto l'ex presidente, parlando poi di un non meglio specificato «complotto». «I francesi devono conoscere» quello che sta succedendo in Francia e «devono poter giudicare liberamente, nella loro coscienza cosa sta accadendo», ha aggiunto. Intanto l’entourage di Sarkozy si è già pronunciato contro la validità legale delle intercettazioni telefoniche che lo hanno inchiodato, intercettazioni che violerebbero il diritto alla privacy tra un avvocato e il suo cliente. Da queste intercettazioni, gli inquirenti deducono che Sarkozy e il suo avvocato ricevevano da parte di un alto magistrato di Cassazione indicazioni sulle indagini in corso che lo riguardavano. Finora si dava per scontato che Sarkozy preparasse il suo rientro in politica, con un primo appuntamento-chiave il prossimo 29 novembre alle elezioni per eleggere il presidente dell'Ump, il partito che nel 2007 lo portò all'Eliseo, e l'occhio puntato alle presidenziali del 2017. Fino a ieri, alcuni analisti, come il responsabile politico dell'emittente Bmf, Thierry Arnaud, sostenevano che Sarkozy avrebbero preso decisione sul suo futuro dopo aver riflettuto quest'estate. Altri, come ha scritto martedì il quotidiano Le Parisien e oggi Le Monde sentendo suoi collaboratori, sostengono invece che la sua delicata situazione giudiziaria potrebbe addirittura rafforzare ulteriormente la sua determinazione a tornare al timone, permettendogli di presentarsi dinanzi alla cittadinanza come vittima, con il beneplacito del governo socialista, di un complotto ordito da giudici di parte. Quella di martedì notte è stata comunque una giornata no per lui. Secondo il quotidiano Le Figaro, l’ex presidente francese è rimasto bloccato nell'ascensore della direzione centrale della polizia giudiziaria a Nanterre, insieme ai funzionari incaricati di accompagnarlo davanti ai giudici del pool finanziario di Parigi. Sarkozy è stato liberato 20 minuti più tardi grazie all'intervento dei pompieri. L'incidente, avvenuto intorno alle 23, arrivava alla fine di un'intensa giornata per l'ex capo di Stato, che si era aperta con lo stato di fermo e si è conclusa poco prima delle 2 di notte quando a Sarkozy è stato notificata l'apertura di un'inchiesta a sua carico. Così Sarkozy è il primo capo di Stato Francese a finire in una situazione delo genere e questo dopo i «risolini» e le allusioni scambiato con la collega Merkel a spese di Silvio Berlusconi.

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