Mentre la macabra conta dei morti del peschereccio di migranti arrivato a Pozzallo sale a 45, i superstiti di un’altra operazione di soccorso dela nostra Marina hanno riferito di altri 75 dispersi. Una tragedia senza fine, quella dei disperati che cercano di raggiungere le coste italiane. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha espresso «profondo dolore» per le vittime. I morti sono tutti uomini e viaggiavano con altre 566 persone, tutte di origine subshariana e tutte tratte in salvo dalle nostre navi. Contestualmente, un altro gruppo di 27 persone soccorso nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum e trasportate ieri mattina a Catania, hanno riferito che sul natante su cui viaggiavano vi fossero altre 75 persone, che risulterebbero quindi disperse in mare. L’Unhcr ha elogiato l’operato della Marina per «l’incessante azione di soccorso che ha portato al salvataggio di oltre 5.000 persone in sole 48 ore». E la procura di Catania ha aperto un'inchiesta sui migranti che risultano dispersi nel naufragio di un gommone avvenuto nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. Le indagini sono state avviate da squadra mobile e Capitaneria di porto di Catania. «Si stima siano circa 500 i migranti e rifugiati morti nel Mediterraneo dall'inizio del 2014. Nonostante gli enormi sforzi sostenuti delle autorità italiane e l'aiuto costante prestato dalle imbarcazioni private, centinaia di migranti e rifugiati innocenti continuano a perdere la vita alle frontiere d'Europa», sottolinea l'Unhcr. E i servizi segreti sottolineano l’allarme per gli arrivi futuri. Migliaia di migranti, dalle sponde del Mediterraneo, cercano, infatti, di raggiungere l'Europa attraverso la «porta» italiana. Lo conferma il generale Alberto Manenti, direttore dell'Aise (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna). Nella sua audizione di ieri al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica il capo degli 007 di Forte Braschi ha fornito anche una ampia e puntuale analisi su flussi e sbarchi di migranti, e fatto il punto della situazione sull'operazione Mare Nostrum. Il flusso di migranti e la situazione degli sbarchi, ha sottolineato Manenti, al vertice dell'Aise dal 18 aprile scorso, è costantemente monitorato dal Comparto Intelligence sotto il profilo della sicurezza e della prevenzione da rischi infiltrazioni. Su questo fronte, al momento non risulterebbero particolari evidenze id presenze terroristiche tra i disperati che prendono il mare sui barconi della morte. La relazione del numero uno dell'Aise, sottolineano le stesse fonti, è stata completa ed esaustica. Manenti ha infatti fornito risposte puntuali alle domande arrivate dai membri del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, presieduto da Giacomi Stucchi, spaziando dalla situazione internazionale al fronte interno, affrontando così tutti i temi prioritari oggetto delle valutazioni del decisore politico.
Altri 75 scomparsi nel Canale di Sicilia
«Erano su un gommone», hanno riferito i superstiti agli operatori dell’Unhcr Intanto è salito a 45 il bilancio degli uomini morti asfissiati sul peschereccio
