Politica

Il Pd scrive al MoVimento 5 Stelle: "Noi ci siamo". E rilancia con un decalogo

Lettera del premier dopo l'incontro del 26 giugno. Ora la palla torna ai grillini

Matteo Renzi vede e rilancia. Anzi, solo Matteo. Perché la lettera con cui il Pd risponde al pressing del MoVimento 5 Stelle sul tema della legge elettorale è informalmente firmata "Alessandra, Debora, Matteo, Roberto". Che per i non addetti ai lavori sarebbero l'eurodeputata Alessandra Moretti, il governatore del Friuli Debora Serracchiani, il premier Matteo Renzi e il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza. Cioè la delegazione che lo scorso 26 giugno si è seduta ad un tavolo e ha provato ad aprire un canale di dialogo con i grillini. A dire il vero la lettera non sembra contenere significative novità. Il M5S chiede un incontro, il Pd risponde facendo melina e ribadendo che la proposta di legge elettorale presentata dai 5 Stelle non dà certezza del vincitore, favorisce alleanze post elettorali, prevede un sistema di voto troppo complicato (soprattutto a causa della preferenza negativa) e avrebbe schede, in alcuni collegi, con oltre 40 candidati scritti. A questo punto, però, i Democratici rilanciano e presentano un vero e proprio decalogo. Dieci domande rivolte ai grillini: 1. Siete disponibili a prevedere un ballottaggio? 2. Siete disponibili a assicurare un premio di maggioranza? 3. Siete disponibili a ridurre l'estensione dei collegi? 4. Siete disponibili a far verificare preventivamente la legge elettorale alla Corte Costituzionale? 5. Siete disponibili a ridurre il potere delle Regioni? 6. Siete disponibili ad abbassare l'indennità del consigliere regionale a quella del sindaco del comune capoluogo e eliminare ogni forma di rimborso ai gruppi consiliari? 7. Siete disponibili ad abolire il Cnel? 8. Siete disponibili a superare il bicameralismo perfetto? 9. Siete disponibili a che il senatore sia espressione delle autonomie territoriali? 10. Siete disponibili a trovare una risposta al tema dell'immunità che non diventi occasione di impunità?   La risposta del Pd è ovvia: noi siamo disponibili a fare tutto questo. Ma il ventaglio di proposte gettate sul tavolo della trattativa (cui si aggiunge anche un riferimento ad una comune battaglia europea sul tema dell'immigrazione)  è così ampio da far pensare che alla fine, forse, i Democratici non sono così interessati a trovare un'intesa. In ogni caso la sfida è lanciata. "Noi ci siamo - aggiungono Alessandra, Debora, Matteo e Roberto -. Senza la pretesa di aver ragione. Senza l'arroganza di fare da soli. Ma anche senza alibi e senza paura. Attendiamo le vostre considerazioni".

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