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Grillo a Strasburgo: "Questa Europa è fallita" (VIDEO)

Conferenza stampa del leader del Movimento Cinque Stelle: "Farage ha fatto bene a voltare le spalle quando c'era l'Inno alla Gioia"

Arriva in taxi, il leader del Movimento 5 Stelle, e si fa lasciare sulla strada, in attesa che compaia il fidato Claudio Messora, che giunge in ritardo e così Grillo ne approfitta per mettere in scena una piccola gag: l'ex comico genovese alza il pollice, come per fare l'autostop, per tornarsene a casa. Assieme al blogger, però, si presenta anche una folta schiera di fotografi e qualche cronista: "E questi che ci fanno qui?", chiede a Messora indicando i fotografi. "Perché non avete anche voi, come tutti gli altri, i cellulari per fare le foto? Costano anche meno....". Detto questo, si dirige a passo svelto verso l'ingresso del Parlamento, schivando in ogni modo le domande dei cronisti sull'iniziativa di Nigel Farage che ha voltato le spalle ai banchi della presidenza del Parlamento al momento dell'inno europeo. Poi l'ex comico parla ai giornalisti in conferenza stampa insieme con il leader di Ukip Nigel Farage.   "Renzi chi? Io parlo con Merkel". Grillo ha risposto con un ironico "Renzi chi?", a chi gli chiedeva se incontrerà nei prossimi giorni il presidente del Consiglio. "Io parlo solo con Van Rompuy, Merkel, Schulz e farò due parole anche con Juncker".   "All'Europa porto un messaggio di amore e pace". Così Beppe Grillo, arrivato al Parlamento europeo a Strasburgo, risponde ai cronisti che gli chiedono che messaggio porta all'Europa. Diretto verso la sala della riunione del gruppo Efdd e circondato dalle telecamere, Grillo non ha risposto invece a chi gli chiedeva del perché gli eurodeputati del M5S non avessero seguito l'esempio Nigel Farage, alleato nel gruppo euroscettico, che oggi ha voltato le spalle all'orchestra che suonava l'Inno alla gioia. "Lo chieda a loro. Io non lo so, sono arrivato solo ora", si è limitato a rispondere.   "Inno alla Gioia? Farage ha fatto bene". "Farage ha fatto bene a voltare le spalle quando c'era l'Inno alla Gioia" ha sostenuto Grillo in conferenza stampa. Anche se in realtà i 17 eurodeputati 5 stelle oggi non si sono associati alla protesta e non hanno girato le spalle. "L' inno della Gioia non è della gioia più per nessuno - ha aggiunto Grillo - in Europa non c'è più gioia".   "Contro di noi campagna stampa vergognosa". "Siamo arrivati qua da una campagna di stampa vergognosa". Così Beppe Grillo a Strasburgo facendo il discorso di insediamento insieme a Nigel Farage. "Lui - ha continuato Grillo riferendosi al leader di Ukip - veniva dipinto come un omofobo, un razzista, uno che ha giri strani. E io ancora peggio, come Hitler, Stalin, quasi stupratore. Con una campagna così siamo riusciti a sopravvivere, specialmente in Italia, con anticorpi straordinari".   "Non date più soldi all'Italia, vanno alla mafia". "Io sono venuto qui a guardare i conti e a dire di non dare più i soldi europei all'Italia perché scompaiono in tre regioni: Sicilia, Calabria e Campania, quindi mafia, 'ndrangheta e camorra" ha detto Grillo nel suo intervento da Strasburgo.   "Ue parassita". "Questa Europa si è trasformata in un gigantesco parassita, un parassita che vive sulle nostre spalle, un parassita che ci afferra per la gola e ci toglie ossigeno. Ci rassicurano che le cose vanno meglio, che la crisi sta passando, che si intravede la luce alla fine del tunnel, ma sono i fari del treno che ci sta per venire addosso". Così Beppe Grillo nel discorso a Strasburgo appena pubblicato sul blog. "Il treno - per il leader M5S - si chiama Fiscal Compact, il nuovo irrigidimento del Patto di Stabilità e di Crescita che negli anni è stato sforato dalla stragrande maggioranza degli Stati europei. Così, a un paziente già ammalato, hanno somministrato il colpo di grazia: il pareggio di bilancio. Che in Italia abbiamo inserito addirittura nella Costituzione. Significa che se non abbiamo soldi non possiamo neppure trovarne, privi come siamo di sovranità monetaria, senza indebitarci. Una genialata!". "In più - incalza Grillo - ci hanno chiesto di ridurre il rapporto debito pubblico/Pil al 60% in 20 anni. Significa prendere un tessuto economico già disastrato, un tessuto imprenditoriale disperato, un tessuto assistenziale ai limiti dell'inesistente, e applicarvi tagli a pioggia pari anche a 50 miliardi all'anno per vent'anni. E lo chiamano Grande sogno europeo! Ci accorgeremo presto delle conseguenze del Fiscal Compact sui paesi già piegati dal rigore a tutti i costi. E poi, come in un celebre romanzo di Agatha Christie, non ne rimase nessuno".

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