Politica

Altri 30 morti sul barcone dei disperati

I corpi dei migranti deceduti per asfissia e annegamento erano nella stiva. Salvate dalla Marina 566 persone. Arriveranno oggi nel porto di Pozzallo

Cinquecentosessantasei ce l’hanno fatta. Trenta no. Sono morti in modo orribile, «per probabile asfissia e annegamento», nella stiva del vecchio peschereccio che li doveva portare fino alle coste italiane, soccorso domenica sera dalla fregata Grecale nel canale di Sicilia. La macabra scoperta è avvenuta a poche ore dall’arrivo a Taranto di altri 1.171 migranti, mentre oltre cinquemila sono quelli trasportati fino a terra nel fine settimana. Quasi quattromila sono arrivati in cinque operazioni di salvataggio nel porto pugliese negli ultimi dieci giorni: Ieri è stata la nave San Giorgio, già approdata due volte a Taranto nei giorni scorsi, a fare scalo sul molo San Cataldo con gli oltre mille fra siriani, palestinesi e subsahariani. Si tratta di 894 uomini, 148 donne e 174 minorenni. L’assalto di migranti e profughi continua in maniera massiccia, malgrado le condizioni del mare siano spesso proibitive. I barconi continuano a partire, uomini, donne e bambini continuano a morire, negli occhi il sogno di una nuova vita, lontano dalle bombe e dalla fame. Il personale medico che ha ispezionato la stiva del natante durante le operazioni di soccorso ha sconsigliato i militari della Marina di recuperare le salme «a causa degli spazi angusti». Ultimate le operazioni di soccorso ai superstiti, il barcone è stato rimorchiato dalla «Grecale» si è diretto verso il porto di Pozzallo, nel Ragusano, dove arriverà solo oggi a causa del mare forza 4 che rallenta la sua marcia. Anche altre navi sono impegnate nel trasporto di migranti salvati nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum. La corvetta Chimera ha portato a Pozzallo 353 persone; la San Giorgio a Taranto con 1171; il pattugliatore d'altura Dattilo della Capitaneria di Porto ad Augusta con a bordo 1096 migranti; il mercantile Mare Atlantic ne ha portati 235 migranti a Messina; la motovedetta della Capitaneria di Porto 906 Corsi 341 a Porto Empedocle. Il mercantile City of Beirut 105 migranti e il mercantile Ticky 190 nel porto di Trapani. Oggi, infine, la rifornitrice Etna scaricherà 1044 persone a Salerno. Nel 2013 sono stati oltre 42.900 i migranti «sbarcati» (in realtà sarebbe meglio dire soccorsi in mare e poi trasportati dalle nostre navi) sulle nostre coste, il numero più alto di arrivi registrato dal 2008, con l’eccezione del 2011, l’anno della crisi libica. Il bilancio è stato tracciato dall’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (Oim). Le donne sono state oltre 5.400, mentre i minori oltre 8.300 (5.200 non accompagnati). La maggior parte degli sbarchi ha interessato Lampedusa (14.700) e il territorio siracusano (14.300). «L’Europa non può dimenticare i morti che continuano - ha detto ieri monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della fondazione Migrantes promossa dalla Cei - Mare Nostrum è stata la prima grande risposta dell'Italia ai morti dell’ottobre dello scorso anno: ora serve un passo in avanti verso la ricerca di pace e di giustizia, progetti di sviluppo che non siano residuali nei Paesi di provenienza dei migranti forzati».

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