Politica

«Leggi poco chiare». Governo Letta bocciato

Il comitato della Camera accusa: «Un disastro. Spesso sono stati sbagliati anche i titoli»

Tecnica legislativa questa sconosciuta. Un po' per necessità, un po' per scarsa conoscenza della macchina istituzionale (o, peggio, del diritto pubblico), la produzione legislativa dal 7 maggio 2013 al 6 marzo 2014 (in pratica tutto il governo Letta) è stata costellata da errori, ridondanze, imprecisioni e richiami inutili, mentre si è abbondato eccessivamente dell'utilizzo di strumenti come il decreto legge o il decreto legislativo. A sancirlo un rapporto del Comitato per la legislazione della Camera dei Deputati, che ha preso in analisi un campione di 39 provvedimenti. Testi poco chiari, spesso di difficile interpretazione, a volte ad alto numero di disposizioni derogatorie. Nel 58,97% dei casi il Comitato ha rilevato richiami "generici, imprecisi o errati", mentre per il 66,67% sono stati effettuati rilievi sulla redazione del testo. Errori perfino nel titolo o nelle rubriche addirittura, in 5 casi, mentre per il 30,77% delle volte chi ha redatto le leggi non è stato nemmeno in grado di apportare deroghe senza scivoloni. «La produzione legislativa - si legge nel rapporto - non sempre è curata nella formulazione. Ne sono spie la ricorrenza di questioni relative alla redazione del testo, ovvero la chiarezza delle espressioni utilizate, nonché i richiami normativi effettuati in forma generica, imprecisi o errati». Testi «sempre più complessi e di difficile interpretazione, anche a causa delle numerose modifiche non testuali a previgenti disposizioni normative» e «condizionati da un alto numero di disposizioni derogatorie». Problemi seri anche con quella che è la materia portante del diritto: l’utilizzo delle fonti. Circa una volta su tre (38,5% dei casi esaminati) non è stato fatto un utilizzo coerente delle fonti normative, mentre per il 15,4% c’è stata addirittura una sovrapposizione. «Ne emerge un quadro - si legge nel rapporto - nel quale il sistema delle fonti appare soggetto a mille fughe e deroghe, che denotano una buona dose di creatività e fantasia da parte del legislatore, anche nella costruzione di procedure complesse e della correlata previsione di regimi transitori». Addirittura «i decreti-legge si intrecciano con altri in corso di conversione» oppure «si anticipano i contenuti di altri leggi» e perfino «l’adozione di un decreto-legge». C’è poi il caso del decreto 104 in tema di istruzione, dove si evidenzia una disposizione che agisce «nelle more dell'adozione» di un regolamento che a distanza di 14 anni dalla sua previsione non risulta ancora emanato. Molti i pareri che si soffermano sui temi collegati della modifica di norme di recente approvazione, della stratificazione normativa e del mancato coordinamento con la normativa vigente. «Tra tutti - si legge ancora nel documento - si segnala il parere sul decreto legge 151/2013, in materia di attestazione energetica degli edifici e di Expo 2015». Qui si è abusato di una «previsione di discipline a carattere temporaneo, transitori o o sperimentale» che si apprestava a proroghe continue. Inoltre, «i casi più problematici si verificano quando si sovrappongono disposizioni tra loro analoghe ma parzialmente divergenti»: è quanto avvenuto, per esempio, con l’art. 1 comma 12-bis del decreto-legge 133/2013 che, in materia di sanzioni ed interessi nel caso di insufficiente versamento della seconda rata dell’Imu 2013, si è sovrapposto all’art. 1, comma 728, della legge di stabilità. Qui, tra l’altro, si sono rilevate «parti descrittive, ricognitive, programmatiche o di principio, che indicano contesto e finalità, talora in stile quasi colloquiale». C’è da dire che dal cambio di governo qualche miglioramento c’è stato. «I primi mesi - si legge nelle conclusioni del rapporto - se non segnano particolari miglioramenti dal punto di vista della scrittura dei testi e della stratificazione normativa, fanno però registrare provvedimenti generalmente più circoscritti, segno evidente che governo e Parlamento hanno iniziato ad affrontare talune delle patologie che affliggono il sistema».

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