Pietrangelo Buttafuoco, giornalista e scrittore, boccia il rientro di Gianfranco Fini sulla scena politica e promuove Matteo Salvini «il più bravo della destra attuale». Subito un flop per Fini, nella convention di sabato al Palazzo dei Congressi dell'Eur. «I bis sono sempre ad alto rischio. Non c’è mai stato un ritorno sulla scena politica che si possa dire riuscito. L'unica speranza in questi casi è ripetere il vecchio repertorio, mentre questa volta c’è stato il tentativo di aggiornarlo e i risultati sono stati immediatamente deludenti. Intanto perché manca il pubblico, che lui ha allontanato, sfasciando qualsiasi cosa. Questo non ti consente di mantenere una fedeltà da parte di chi, prima, ti aveva affidato tutto. È anche difficile fare un ragionamento su quanto accaduto». È rimasto sorpreso dalla volontà di Fini di rientrare in gioco? «Credo che questa scelta sia derivata dall'entusiasmo di qualcuno che gli sta vicino e che per una forma di affetto e amicizia lo vuole svegliare da questo torpore. È un soccorso esistenziale più che politico. È come quando per svegliarsi da un momento cupo si viene invitati a darsi da fare. Ho intravisto le facce alla convention, ho riconosciuto qualcuno e mi sono fatto questa idea. Resta il fatto che il personaggio è irrimediabilmente sconfitto. Tanti sono gli sconfitti, però alcuni riescono a rimanere sotto i riflettori, altri invece, come nel caso di Fini, sono già stati dimenticati. Fini ha l'aggravante di aver violentato il suo mondo di riferimento». È stato questo il suo errore più grande? «Avendo la piena consapevolezza di quale fosse il suo mondo d'origine, da sempre deposito di ideali e valori, l'errore più grande è stato quello di sacrificare questo mondo per ritagliarsi un ruolo da protagonista. Alla fine però i conti tornano e lo hanno costretto alla capitolazione». Come si ricostruisce la destra? «Non la ricostruiscono. Fino a quando c'è Renzi ci penserà lui a fare tutte le parti in commedia, sinistra e destra». Non ha fiducia neanche in Fratelli d'Italia? «Faranno un buon percorso quando nascerà un progetto politico da costruire insieme ad altre realtà. La miglior performance elettorale alle Europee l'ha fatta Salvini. Io credo che si debbano federare e togliere i vecchi, tutti. È chiaro che per molto tempo la destra è stata solo un orticello che serviva per costruire le carriere di qualcuno. Mai un progetto politico». Qualcuno addirittura parla di Salvini come possibile erede di Berlusconi. Sei d'accordo? «Salvini ha dimostrato una qualità, che è tipicamente di destra, quella di decidere, senza aspettare. Il segretario delle Lega ha saputo costruire un percorso politico nel territorio». Lo accusano di essere populista. «Parla il linguaggio della realtà, non è populista. Il populismo è quello di Matteo Renzi. In questo momento Salvini è il più bravo, deve liberarsi però di pericolose cretinate come quella che sta facendo adesso il sindaco di Padova, disturbando il ramadan della comunità islamica». Come si contrasta un leader come Renzi che ottiene conse nsi anche nell'elettorato di centro-destra? «Con il linguaggio della realtà. Renzi è uno che sta facendo un gioco di specchi, è un grande illusionista, è il miglior allievo di Berlusconi. La destra in Italia deve tornare a essere interprete della realtà e non cavalcare gli istinti odiosi della xenofobia e dell'isteria. Deve avere la responsabilità di offrire alla nazione una classe dirigente. Quindi serve costruire la meritocrazia e una coscienza critica feroce. La destra deve fare la destra». L'avvicinamento tra Renzi e i grillini rischia di tagliare fuori il centro-destra? «Il vero rischio non è l'avvicinamento ma che si crei in futuro un bipolarismo che porti a dover scegliere tra Renzi e i grillini. Renzi, ripeto, interpreta tutte le parti in commedia, quelle della destra e della sinistra, i grillini invece sono l'opposizione. In questo modo non ci sarà spazio per un progetto alternativo».
Buttafuoco: «Gianfranco si rassegni. I bis falliscono sempre»
