Un giallo per guadagnare la scena mediatica. Era stato ipotizzato anche questo. Che quello di Mariastella Giorlandino fosse una messa in scena. Un allontanamento volontario inscenato sulla spinta della disperazione, certo, di un’imprenditrice di spessore, che si sentiva perseguitata e ostacolata nella sua attività che dà lavoro a 100 dipendenti e 200 collaboratori medici, questo è il marchio Artemisia Lab. Come se il suo disperato grido d’aiuto «fatemi lavorare» nonostante le sue decine di esposti, avesse bisogno del sensazionale per poter essere finalmente ascoltato. Ma davvero Mariastella Giorlandino avrebbe creato tutto questo polverone come estremo gesto per attirare l’attenzione, una volta per tutte? Lei che avrebbe dato fastidio, e tanto. E nessuno ancora ha indagato su chi fosse e perché. C’è stata anche questa tra le piste investigative sulla scomparsa della "lady sanità" 60enne, bella, bionda, ricca, infaticabile lavoratrice, ma che aveva subito una raffica di controlli burocratici, 15 solo nel centro di via Piave, e i vigili urbani le avevano bussato persino alla sua villa sull’Appia Antica. «Perché a me sì e agli altri no» si sfogava anche con i suoi dipendenti che l’adoravano. Ma da qui a dire che l’abbia fatto apposta ce ne corre, eccome. Certo è che lei era affranta. «Non ce la faccio più ad andare avanti così» continuava a ripetere negli ultimi giorni prima della sua scomparsa, anche mercoledì sera, ai suoi dipendenti, con cui aveva rapporti quotidiani, perché lei era un «treno» raccontano, andava ogni giorno nei suoi 8 centri. E quando venerdì la sua Smart bianca e grigia era stata ritrovata dai carabinieri del nucleo investistigativo di via In Selci, regolarmente parcheggiata in via Lancisi, praticamente accanto a uno dei suoi centri in zona Policlinico, non molto distante la fermata metro, si era rafforzata l’ipotesi dell’allontanamento volontario. Ora possiamo supporre con maggiore certezza che da via Lancisi, la donna abbia raggiunto la stazione Termini. Sul treno a Napoli. E poi a Pompei. Ora il nuovo nodo dasciogliere è sulla presunta lobby dei giganti della sanità che, stando a Mariastella, sarebbe riuscita a spingere anche sulle nuove norme regionali che azzerano i piccoli laboratori.
Tre giorni di ipotesi e allarmi
Si sentiva perseguitata dalla burocrazia ma nessuno l’ascoltava