Politica

L’uomo senza qualità è tornato. Ma non ruberà più i nostri sogni

di Amedeo Laboccetta

L’«uomo senza qualità» della destra italiana torna a farsi vedere. E lo fa con la faccia tosta e la sfacciataggine di chi ignora i danni incalcolabili che ha provocato. Gianfranco Fini spera di far dimenticare il tradimento ai danni dell’allora Premier Silvio Berlusconi, ma per fortuna non ci riuscirà. Non glielo consentiremo. Ho dovuto far forza a me stesso per seguire la messinscena di ieri, a Roma. Lo conosco bene, e so che il suo apparente disinteresse per le poltrone, per le cariche, per il potere sono uno specchietto per gli sprovveduti. Si presenta oggi, Fini, come rifondatore e padre nobile di una cultura politica che ha sacrificato per il suo sfrenato carrierismo, rubando i sogni, le aspettative e i desideri di milioni di elettori e di giovani e vecchi militanti, ma si tratta di una operazione di recupero che fallirà. Evoca i contenuti, lui che ha sempre anteposto gli uomini (e se stesso, in primis) ai programmi. Si dice preoccupato per la deriva renziana che l’Italia potrebbe prendere, ma si tranquillizzi perché non sarà lui né la sua scuola di formazione politica a scongiurare questo rischio. Ci penseranno Forza Italia e il suo leader Berlusconi a raccogliere i veri moderati del nostro Paese. Sono solo rammaricato che questo gigantesco teatrino sia stato allestito negli stessi giorni in cui la destra celebra il centenario della nascita di quel gigante di nome Giorgio Almirante. Nemmeno della sua memoria Fini ha rispetto: invece di chiedere perdono per aver tramato alle spalle di chi lo aveva portato sullo scranno più alto di Montecitorio, si è messo alla ricerca di discepoli e seguaci. A tutti costoro consiglio caldamente di documentarsi sul loro «cattivo maestro» perché la storia si presenta sempre due volte: la prima sottoforma di tragedia e la seconda sottoforma di farsa. Piuttosto, perché Fini non spiega i motivi che lo condussero, tra l’aprile e il dicembre 2010, a ordire una oscura trama per ammazzare un Governo democraticamente eletto e il suo capo? Perché non confessa i nomi dei burattinai che di lui si servirono salvo poi scaricarlo come un vecchio arnese ormai inservibile? La politica non ha bisogno dell’ex presidente della Camera, ma lui ha bisogno della politica. È tutta qui la storia. Fini, per il centrodestra, è la malattia di cui pretende di essere la cura. *Ex parlamentare Pdl

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