Il giorno del ritorno in campo è arrivato. Oggi Gianfranco Fini, dopo il flop elettorale di Futuro e Libertà nel 2013, rilancia ufficialmente le sue ambizioni politiche. Lo fa con un’assemblea dal titolo ambizioso: «L’Italia che vorresti. Partecipa. Le tue idee per una destra che non c’è». «È un invito a farsi avanti, a partecipare - spiega Giuseppe Tatarella, tra gli organizzatori dell’assemblea - è l’occasione più simile a quel confronto che tanti stanno chiedendo in questo momento. Vogliamo creare le condizioni per trovare un’alternativa a Renzi». Fini come «allenatore» di una nuova generazione di potenziali leader, quindi. E come ogni mister che si rispetti, terrà un breve discorso alla sua «squadra» all’inizio dei lavori. Alle 10.30, al Palazzo dei Congressi dell’Eur (Roma), l’ex presidente della Camera indicherà i temi del dibattito parlando per una quarantina di minuti, ai quali seguirà un momento dedicato alle domande dei giornalisti. Poi spazio agli interventi, non più di 3-4 minuto a persona, in pieno stile Leopolda renziana. Tra un relatore e l’altro, le interviste ad alcuni esponenti della società civile. Microfoni aperti, dunque, per la scrittrice Elisa Mauro, all’imprenditore lucano Marco Saraceno, al presidente di Confapi Lazio Vincenzo Elifani e tanti altri. Nessun politico tra i relatori. L’unico sarà proprio lui, Gianfranco Fini. Che ieri ha polemizzato con Laura Boldrini per la sua assenza dal convegno su Almirante alla Camera: «Nonostante Giorgio Almirante avesse nostalgia per il futuro, il meschino comportamento della Presidente Boldrini autorizza la nostalgia per il passato. Un passato in cui la Camera era presieduta da una donna come Nilde Iotti, anche lei di sinistra, ma di ben altro spessore umano oltre che politico». E ha pubblicato sul suo sito una «Lettera ai giovani» per invitare ulteriormente alla partecipazione: «Vogliamo “investire” sui nati a cavallo degli anni ottanta - ha scritto - è sufficiente ascoltarli per scoprire che i giovani sono oggi di certo preoccupati e a volte disorientati, ma tutt’altro che spenti e rassegnati». «Compito della mia generazione - ha continuato - deve essere in primo luogo quello di offrir loro l’opportunità di dimostrare quel che sanno fare. Vanno messi alla prova; per questo le generazioni più mature devono fare un passo “di lato”, senza far mancare ai più giovani l’esperienza acquisita nel tempo». Quanto il suo appello avrà successo lo si comprenderà oggi. La sala del Palazzo dei Congressi ha 800 posti a sedere, gli organizzatori si aspettano un migliaio di partecipanti. Ne arriveranno un centinaio dalla sola Puglia, finiana da sempre. Dopo questa prima assemblea di prova, a settembre partirà il tour in tutta Italia. Fini è tornato. Sarà il figliol prodigo della destra italiana?
Riecco Fini. Se questo è il futuro della destra
Oggi l’Assemblea a Roma. Intanto attacca la Boldrini per la gaffe su Almirante: "Meschina"
