Un'inchiesta che punta a verificare se siano state versate tangenti per ottenere l'accreditamento di laboratori e centri diagnostici e di analisi. Se i privati proprietari di questi ultimi, per farli diventare strutture convenzionate, abbiano scucito mazzette a funzionari di Asl e Regione Lazio. È un’indagine delicata quella sulla quale la procura di Roma lavora da tempo. Ad amplissimo raggio, con accertamenti che abbracciano l'intero panorama dei laboratori e dei centri diagnostici e di analisi della capitale. Sulla quale gli inquirenti mantengono il riserbo assoluto, anche perché non è scontato che a tutte le società e le strutture oggetto di verifiche possano essere imputate condotte illecite. Per ora sono solo accertamenti a tappeto. Ma l'inchiesta esiste ed i controlli riguardano anche la rete dei centri clinici diagnostici di Artemisia Lab, costellazione di ambulatori con prestazioni mediche di eccellenza in tutta Roma. Si tratta proprio dei centri messi in piedi con tenacia e lungimiranza da Mariastella Giorlandino, la cui attività è proseguita parallelamente a quella del fratello dopo la separazione societaria in seguito, come parrebbe emergere, di alcuni dissapori intervenuti in un sodalizio che dal nulla aveva creato una straordinaria realtà medica e imprenditoriale. Ma attenzione: le indagini, che hanno visto i Nas impegnati in diverse perquisizioni e acquisizioni documentali, puntano a fare chiarezza a 360 gradi in una raffica di controlli che hanno riguardato tutte le strutture per analisi e diagnostica convenzionate romane. Un universo dal significativo giro d'affari, nel quale la Regione guidata da Zingaretti sta tentando di mettere ordine: nei piani operativi 2013/2015 è prevista anche entro dopodomani la presentazione di una proposta per «l’aggregazione della rete laboristica privata». Di certo, anche a prescindere dall’esito finale dei riscontri la notizia di questa indagine va ad inserirsi come un tassello nel mosaico ampio di retroscena sulla misteriosa scomparsa di Mariastella Gerlandino. Un'imprenditrice che solo fino a poco tempo fa appariva pienamente dinamica e combattiva, malgrado non mancassero nella sua attività difficoltà e amarezze. Lei che pochi giorni prima delle elezioni europee, ospitando nel suo centro di via Antonino Lo Surdo l'ex assessore della giunta Polverini e candidato di Forza Italia Luciano Ciocchetti, dopo averlo ringraziato per l'aiuto nella lotta per difendere alcune sue strutture dalla chiusura si era lamentata pubblicamente delle difficoltà incontrate nell'apertura di un nuovo centro su via Appia Nuova: potrei dare lavoro a tante persone, aveva detto, ma la burocrazia me lo impedisce.
Mazzette alla Asl nella guerra dei centri prelievi
Nelle indagini dei Nas coinvolte anche le strutture dell’imprenditrice scomparsa
