Politica

Salvini, prove tecniche da anti-Renzi

Il segretario della Lega annuncia: raggiunte le firme per i referendum «Via la legge Fornero e nuove norme su prostituzione e immigrati»

Via legge Fornero e reintroduzione del reato d’immigrazione clandestina. Ma ci sono anche l’abrogazione della legge Merlin per ripristinare le case chiuse e della legge Mancino e il quesito per impedire agli stranieri di partecipare ai concorsi pubblici. La campagna referendaria della Lega Nord raggiunge il primo obiettivo, quello delle firme. Ci sono, sono tante (circa tre milioni) e oggi verranno consegnate in Cassazione. A dare l’annuncio nella sala stampa della Camera, il segretario del Carroccio Matteo Salvini. «Fra pochi minuti - dice l’europarlamentare - partirà una carovana di furgoni da Milano per depositare, a Roma domattina (oggi ndr.) attorno alle 10, circa tre milioni di firme in Cassazione sui nostri cinque referendum. Quello sulla legge Fornero ha raccolto 550 mila firme, riteniamo ci siano gli stessi numeri anche per gli altri quattro. Mentre la politica parla del nulla, mi riferisco all’incontro tra Pd e M5S in programma domani (oggi ndr.), noi parliamo di lavoro, pensioni, sicurezza e prostituzione». «Il nostro - prosegue il numero uno di via Bellerio - è un vero e proprio programma di governo alternativo a Pd e M5S, le forze politiche più votate, e di gran lunga più serio». Salvini snocciola poi i dati delle firme raccolte nel Meridione per i referendum targati Lega. «Quasi 100 mila firme sono state raccolte al Sud - dice con orgoglio - significative le 10mila firme registrate a Roma e provincia, le 15mila in Sicilia e le 14mila in Campania». Salvini a Montecitorio parla anche di Europa: la nomina di Jean Claude Junker a presidente della Commissione Ue «sarebbe un golpe silenzioso. Vorrebbe dire che ci vogliono far morire di disoccupazione». Il segretario della Lega promette battaglia e assicura: «Faremo di tutto per fermare questo inciucio tra destra e sinistra». Un inciucio che vedrebbe tutti colpevoli: sia il Pd sia Forza Italia. Per il segretario federale del Carroccio, Juncker «è un lussemburghese dannoso e pericoloso, tra gli autori dello strangolamento del lavoro in Europa». Se dovesse spuntarla, «vuol dire che ci vogliono far diventare matti e allora faremo i matti anche noi». Sul discorso del premier Renzi in Parlamento sul semestre di presidenza italiana della Ue, Salvini è caustico: «In Aula si è assistito al nulla più assoluto, Renzi è un parolaio vuoto. Da buon cameriere Renzi ha lasciato intendere che manterrà tutte le richieste avanzate dalla signora Merkel». «Il premier gira col cappello in mano - incalza Salvini - spero che non vada a Strasburgo a fare la figura del cioccolataio. Oggi abbiamo assistito al vuoto, un’ora di niente, un’ora di parole vuote per dire alla Merkel che faremo i compiti a casa. Da parte nostra c’è la massima delusione, non è questa l’Europa che vogliamo». Nel frattempo però Salvini deve mandare giù il fallimento del tentativo di Marine Le Pen di creare il secondo gruppo euroscettico al Parlamento europeo. La Lega Nord però ci crede ancora. È vero che la Le Pen al momento non è riuscita a convincere i partiti di 7 diversi Paesi, ma il gruppo «si farà. Abbiamo perso un primo treno ma perché coerenti fino in fondo. Noi non vogliamo un gruppo raffazzonato e tenuto in piedi con lo scotch, come quello di Grillo e Farage. Il risultato - spiega Salvini - è che perderemo qualche poltrona, ma la cosa che per noi conta di più è andare avanti per formare un gruppo omogeneo. Entro breve, sono certo, il gruppo si farà, e sarà più omogeneo di quello dell’accoppiata Farage-Grillo, un gruppo, il loro, che esiste solo grazie a una fuoriuscita dal Front National di Le Pen: saranno contenti gli elettori di Grillo».

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