Politica

Sessantotto morti su un aereo Schianto vicino Busto Arsizio

L’apparecchio, con numerosi italiani a bordo era partito da Atene ed era diretto a Chicago

Busto Arsizio, 26 giugno - Giovanni Rossini, industriale tessile, sindaco di Busto Arsizio, non dimenticherà mai i tre minuti, lunghi come tante ore che ha vissuto questa sera dalle 17,30 alle 17,33.. In quei tre minuti Giovanni Rossini ha compiuto la più grande e allucinante corsa a fianco a fianco con la morte. Ha corso disperatamente con la sua auto seguendo il grande quadrimotore in fiamme: senza un motivo preciso, sapendo perfettamente di non poter far nulla per evitare la sciagura; sulla scia di quella cometa fiammeggiante che già portava un tragico carico. FIAMME NEL CIELO L’industriale si trovava, per ragioni di lavoro, negli uflici della tessitura Castellanza e Borri, sede di Marnate. Da qui egli ha visto il grande jet della TWA solcare, avvolto dalle fiamme, il cielo, lontano da lui appena un tiro di schioppo. Si è reso subito conto di quello che stava accadendo: come invasato, è salito sulla sua vettura e, lungo viottoli fangosi di campagna, ha seguito l’aereo che precipitava. Lo ha seguito fino alla fine, fino alla cascina dietro alla quale il quadrimotore si è abbattuto. I particolari della sciagura non sono stati ancora completamente accertati. Ecco, comunque, quanto è stato possibile sapere finora. Tre minuti udopo il decollo dal aeroporto della Malpensa, un quadrimotore della società TWA è precipitato in fiamme nei pressi di Cascina Agnese nel comune di Olgiate Olona, a diciotto chilometri dal campo di aviazione. Le sessantotto persone che si tro vavano a bordo (59 passeggeri, 6 membri delrequipaggio e tre dipendenti della Società aerea), sono tutte morte carbonizzate. Fra di esse sono alcuni italiani, saliti a Roma o a Milano. Il quadrimotore era partito alle 12,15 da Atene; era giunto a Ciampino alle 14,05, dove aveva caricato dodici persone e da dove era ripartito alle 14,50; alle 16,30 era giunto alla Malpensa, donde aveva decollato un’ora e due minuti dopo, alle 17.32. Su tutta la zona pioveva; l’ufficio meteorologico aveva segnalato burrasche e violentissimi temporali lungo tutta la rotta che l’aereo avrebbe dovuto percorrere, tanto che il pilota aveva adottato tutte le misure di emergenza necessarie. La partenza era stata ritardata di alcuni minuti appunto per dare ai meccanici il tempo necessario ad un rapido controllo del quadrimotore. L’agghiacciante sciagura è avvenuta alle 17,35. Il quadrimotore, del volo n. 891, era decollato, prendendo lentamente quota per completare il giro detto di «controllo alla torre radar». D’un tratto, mentre si trovava sull’abitato di Castellanza a una quota approssimativa di 600-700 metri, è stato raggiunto - almeno così sembra stando alle prime testimonianze oculari - da un fulmine che hacolpito la carlinga proprio all’attaoco con l’ala. La torre di controllo delraeroporto ha perso istantaneamente il contatto con la radio di bordo: quasi nello stesso momento gli abitanti dei paesi compresi nel triangolo Castellanza, Marnate, Olgiate Olona, hanno udito una sorda esplosione. Contro il cielo, nero per il temporale e percorso da continue scariche elettriche, alcuni hanno visto la sagoma del velivolo incendiarsi come una torcia, mentre l’ala staccata piombava in basso. Un attimo più tardi il resto del quadrimotore si è avvitato ed è precipitato in diagonale: la coda è finita sul muro di cinta di uno stabilimento in Val Olona; la carlinga e il carrello anteriore nell’orto di una cascina dove abitano sedici persone. Una bambina di dieci anni, Luciana Pavarani, abitante con i genitori e la nonna nella cascina che l’aereo ha risparmiato per un soffio era in quel momento sulla porta e stava guardando in alto. Il bolide fiammeggiante le è passato sopra la testa a pochi metri, dalla carlinga, squarciata e attraversata da crepitanti fiamme, uscivano indumenti, poltrone, che sono stati poi trovati sparsi in un raggio di oltre quattrocento metri, dal punto di caduta. La cascina ha tremato fin nelle fondamenta; come scossa da un terremoto. Non ha però riportato danni. In una stanza al piano terreno, la nonna di Luciana, una donna di settantadue anni, malata di cuore, era a letto, addormentata: il sinistro boato e lo scricchiolio dei muri l’hanno destata di soprassalto. Terrorizzata la donna ha tentato di alzarsi, ma è caduta accanto al letto colta da una crisicardiaca. Poco dopo, mentre sul posto affluivano i primi soccorsi, è stata caricata su una autoambulanza e trasportata all’ospedale. L’allarme dato alla squadra di emergenza dell’aeroporto dalla torre di controllo ha raggiunto fulmineamente le stazioni di polizia e carabinieri del Varesotto, e quindi i vigili del fuoco di Milano, Busto Arsizio, Gallarate, Castellanza, nonché la direzione della T.W.A di Milano. Alle 18 le prime ambulanze e numerose autopompe e carriattrezzi sono affluiti sul posto della sciagura. Purtroppo l’accesso alla stretta valle in cui è precipitato il Quadrimetore non è facile; vi si scende da Marnate lungo una strada secondaria in forte pendenza e ora coperta letteralmente di fango a causa delle continue piogge. Quando i vigili del fuoco sono arrivati a ridosso del costone e hanno avuto una prima visione del disastro, hanno compreso che la tragedia era ormai compiuta. ESTREMA SPERANZA Nell’oscurità, rischiarata soltanto dalle alte fiamme che divampavano intorno all’aereo, ridotto in frantumi, sotto una pioggia diluviante ed un cielo di pece percorso dai bagliori dei fulmini, i pompieri, i soldati del III Reggimento Bersaglieri e gli agenti del reparto mobile di polizia di stanza a Busto Arsizio (giunti per primi nella valletta) si sono invano prodigati, prima rovesciando sul rogo una valanga di schiuma, poi avvicinandosi nell’estrema speranza di trovare almeno qualche superstite. Purtroppo l’intuizione iniziale era esatta; delle 68 vittime soltanto due erano state sbalzate lontano dalla carlinga e i loro corpi apparivano quasi integri benché ustionati. Tutti gli altri erano ammassati sotto il cumulo informe dei rottami, ridotti a brandelli, irriconoscibili; arti umani erano stati scagliati fin sui rami delle betulle. Accanto alle ruote del carrello squarciate e smozzicate dal fuoco, spiccava sull’erba una testa troncata di netto. La scoperta fra le lamiere del quadrimotore di alcuni giocattoli (un orsacchiotto, due palle di gomma colorate, una bambola ed un libro con figure infantili) ha fatto pensare dapprima che sull’aereo si trovassero anche parecchi bambini. Si è poi accertato che i giocattoli appartenevano tutti ad una bimba americana di 10 anni, che si recava sola a Chicago a trovare i nonni paterni. Mentre una folla sempre piu numerosa accorreva sul posto, carabinieri e soldati provvedevano a stendere un primo cordone di protezione intorno alla zona. Intanto erano giunti il questore di Varese, comm. Soalera, il colonnello dei carabinieri Camerini, il pretore di Busto Arsizio, Parisi, il vice capo scalo della TWA comandante Giacomo Tognetti, che assumeva il comando delle operazioni. Con l’ausilio di una potente fotoelettrica installata davanti alla cascina, i soccorritori potevano così dare inizio all’opera di recupero delle salme; che si è protratta per tutta la notte(...).

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