Politica

Lotito sogna un nuovo campo. Quello politico

Di sicuro c'è soltanto che gli garba il latino, gli piacciono quelle citazioni sapide affondate nel passato imperiale di due millenni fa

Di sicuro c'è soltanto che gli garba il latino, gli piacciono quelle citazioni sapide affondate nel passato imperiale di due millenni fa, della serie - per dirne una - «dura lex, sed lex», che non sarà proprio il De Bello Gallico ma comunque colpisce sempre. Di incerto, invece, c'è una domanda sospesa che ci poniamo noi, partendo dalle circostanze delle sue ultime dichiarazioni: ma non sarà che Claudio Lotito, patron della Lazio football club - come avrebbe detto Alberto Sordi, nelle vesti del presidente del Borgorosso al cinematografo comico di una volta, nel secolo scorso - ha voglia di scendere in campo? Un campo non più verde e con le porte, come quello del gioco del pallone, ma politico. Si, perché a parte il fatto di essersi presa, da pochi giorni, come responsabile della propria comunicazione la signora Monica Macchioni, una vita spesa a lavorar coi politici nazionali, ci sarebbe anche il contenuto delle sue dichiarazioni a far presagire la domanda sul cambio di settore, dal pallone al Palazzo. Nel senso che il buon Lotito, insomma, più che di Lazio (che pure cita) si occupa in questi giorni di giugno soprattutto di Italia. Leggere per credere. «È innegabile - ha detto di recente - che negli ultimi tre anni vi sia stato un susseguirsi di accordi intrapartitici volti alla costituzione di governi privi di un autentico consenso popolare. Si è tentato invano di preservare le sorti del Paese con la convinzione che un responso elettorale nazionale potesse influire negativamente sull'urgenza di un processo di riforme richiesto a grande voce dai partner europei. Ma è giunto il momento che l'Italia torni a fare l'Italia, che ridia voce ai suoi cittadini nelle forme e nei modi dovuti. Ciò non implica la necessità di un ritorno alle urne, ma deve essere un monito all'attuale esecutivo per operare nell'esclusivo interesse degli italiani. Così come nel calcio, dobbiamo riprenderci lo spazio sottrattoci nell'ultimo quinquennio. Siamo un grande Paese ed è giunto il momento di rinascere». Allora le domande sorgono spontanee e le facciamo dirette: non è che lei, caro signor Claudio Lotito, vuol passar dal pallone alla politica? Non sarà che avverte il sentore di scendere in campo ed allargare il suo pubblico dalla Lazio all'Italia? Perché se fosse così, beh lo dicesse chiaro. In fondo, come diceva il poeta Ovidio, «ombra mutantur». Tutto cambia.

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