Politica

I veleni di Milano alla Cassazione

Finisce in archivio la pratica aperta al Csm sullo scontro in Procura a Milano, ma saranno i titolari dell'azione disciplinare - il pg di Cassazione e il ministro della Giustizia - a vagliare la...

Finisce in archivio la pratica aperta al Csm sullo scontro in Procura a Milano, ma saranno i titolari dell'azione disciplinare - il pg di Cassazione e il ministro della Giustizia - a vagliare la correttezza dei comportamenti del procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e del procuratore aggiunto Alfredo Robledo. Lo ha deciso il plenum del Csm, concludendo così i suoi lavori sull'esposto presentato lo scorso marzo da Robledo, su presunte irregolarità nella gestione della Procura da parte di Bruti Liberati. Al vaglio disciplinare finiranno gli atti sulle inchieste Sea ed Expo, mentre non saranno inviati quelli sulle indagini sul caso Ruby. Le delibere proposte dalle prima e della settima commissione sono state approvate a larga maggioranza, con 16 voti a favore, tra cui quello del vice presidente Michele Vietti. Voto favorevole è stato espresso da Unicost (tranne che dal togato Riccardo Fuzio che non ha partecipato al voto), da Area, dal laico di centrosinistra Glauco Giostra, il togato indipendente Paolo Corder e i laici di centrodestra Annibale Marini, Filiberto Palumbo e Bartolomeo Romano. Si è astenuto il procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani. «Ritengo di non dover pronunciarmi allo stato su questa delicatissima vicenda - ha spiegato il pg con una dichiarazione di voto - mi astengo proprio perchè presso il mio ufficio è pendente un procedimento su questi stessi fatti e la prima commissione propone l'invio degli atti anche al mio ufficio».

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