«La magistratura è incontrollabile, irresponsabile e gode di immunità»: non ce la fa Silvio Berlusconi a tenersi dentro quello che pensa e sbotta, in aula a Napoli, con il giudice reo di averlo rintuzzato durante la testimonianza. A fronte delle domane incalzanti Berlusconi aveva detto, perplesso, di non capirne il senso. Come risposta ha ottenuto un secco: «Lei non deve capirlo, risponda e basta». Da qui l’esternazione, e la pronta risposta del giudice: «Ma la magistratura è ancora tutelata dal codice penale». Le battute potrebbero costare caro a Berlusconi, diffidato dall’attaccare ancora le toghe. Ma questo lo decideranno i giudici di Milano... Intanto ieri la mattinata napoletana di Silvio Berlusconi è terminata nel bel ristorante Mattozzi di piazza Bovio, con pizza margherita, mozzarelle e gran finale con bagno di folla e saluto dall’immancabile predellino. È durato un’ora e mezza l’interrogatorio di Silvio Berlusconi, sentito come puro testimone nel processo dove è imputato l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola per tentata estorsione ai danni di Impregilo. Berlusconi ha risposto alle domande di accusa e difesa e, infine, del presidente del collegio giudicante, sui suoi rapporti con Lavitola e, in particolare, ha ricostruito i momenti di un viaggio a Panama, ultima tappa di una visita in America che lo vide partecipare nel 2010, in qualità di presidente del Consiglio, al G8 in Canada e poi a una cerimonia in Brasile. Lavitola, racconta Berlusconi, «era legato molto al presidente Ricardo Martinelli, era considerato un amico di Panama. Non so come sia diventato amico. Aveva una grande capacità di relazione, come ho verificato di persona anche in Brasile. Lui era molto amico di Lula; a un pranzo ufficiale, io ero a sinistra di Lula e accanto a me c’era Lavitola». A giudizio di Berlusconi l’ex direttore dell’Avanti, «era il protagonista dell’informazione politica, ottimo giornalista e particolarmente informato su cosa si nascondeva dietro le apparenze della politica. Aveva amicizie con la mia compagine politica, come con Coluzzi, Cicchitto, Frattini e Pomicioli». Nel corso dell’udienza del processo di ieri è stata anche ascoltata la telefonata tra Silvio Berlusconi e Massimo Ponzellini, ex ad di Impregilo. Nella conversazione Berlusconi spiega: «Da Panama mi dicono di contattare i vertici di Impregilo e dire che sulla questione ospedali dovete trovare un accordo con Panama, altrimenti alle 19,30 il presidente di Panama rilascerà una dichiarazione per bloccare le opere di Impregilo sullo stretto, con tracollo in borsa per Impregilo. Ho fatto ambasciatore che non porta pena». La telefonata tra Berlusconi e Ponzellini risale al 2 agosto 2011, e verteva sul fatto che il presidente di Panama minacciava di rilasciare dichiarazioni negative su Impregilo se non fosse stato costruito un ospedale pediatrico. Interrogato sulla vicenda dal pm Berlusconi ha detto: «Ho passato l’informazione, non conoscevo altro. Sono stato contattato da Lavitola evidentemente nell’ambito delle responsabilità di presidente del Consiglio che fa sempre l’interesse delle proprie aziende e in questo caso Impregilo era riuscita a farsi assegnare un’opera importante». Dopo una serie di domande, infine, Berlusconi si è rivolto al presidente del collegio, Giovanna Ceppaluni dicendo: «Non capisco la necessità di chiedermi queste cose», frase alla quale il giudice ha ribattuto: «Non c’è necessità che lei lo capisca». L’ex premier, che evidentemente non ha gradito la risposta, ha quindi detto al microfono: «La magistratura è incontrollata, incontrollabile e ha impunità piena». Pronta la replica ancora del giudice: «Ed è tutelata da un codice penale». «Sono rispettoso delle istituzioni - ha affermato Berlusconi - posso solo aggiungere...». Qui la Ceppaluni ha tagliato corto: «Lei e un teste e risponde solo alle domande». Al termine del lungo interrogatorio, Berlusconi alzandosi ha consegnato alla Ceppaluni il foglio con la formula di giuramento dei testimoni, accompagnando il gesto dicendo: «Affinché il decoro della giustizia italiana sia tutelato». Uscito dal tribunale l’ex premier è andato a pranzare in pizzeria: Margherita e mozzarella con l’ex presidente della Provincia Luigi Cesaro, l’attuale presidente Antonio Pentangelo e con i legali Niccolò Ghedini e Michele Cerabona.
Berlusconi: "Cari magistrati irresponsabili"
L'ex premier a Napoli, testimone nel processo Lavitola, sbotta in aula e attacca le toghe: "Godono di immunità". E oggi parte l'appello del processo Ruby
