Politica

Sel nel caos, in 10 pronti a lasciare

Dopo le dimissioni di Migliore e Fava per il voto favorevole al dl Irpef. L'ex capogruppo alla Camera: "Rotto il rapporto di fiducia".

Terremoto in casa Sel: Gennaro Migliore e Claudio Fava lasciano il partito e sarebbero una decina i parlamentari pronti ad abbandonare il progetto di Nichi Vendola. Dopo la decisione di lasciare l'incarico di capogruppo alla Camera, annunciata ieri, Migliore compie oggi lo strappo definitivo e in una lettera inviata a Vendola scrive: «Rassegno le mie dimissioni irrevocabili dal coordinamento nazionale, da tutti gli organismi in cui sono stato eletto e dal partito stesso». « È una decisione - prosegue - che ho preso nelle ultime ore e che ha a che vedere con l'interruzione del reciproco rapporto di fiducia che è seguito alla discussione nel gruppo parlamentare sul decreto Irpef e al successivo voto parlamentare», spiega Migliore.   La scissione dopo il sì al dl Irpef. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il voto a favore del decreto Irpef, approvato ieri dalla Camera in via definitiva. Il vicepresidente della commissione Antimafia, Claudio Fava, nella sua lettera inviata a Vendola scrive: «Caro presidente, ti comunico la decisione di dimettermi da Sel. Una scelta dolorosa e insieme inderogabile». «Dolorosa - prosegue la missiva - per chi, come me, ha immaginato, fortemente voluto e partecipato alla fondazione di Sel. Inderogabile per la distanza che ormai separa Sel dal suo progetto originario». «La scelta congressuale e le decisioni di questi mesi - aggiunge Fava - ci hanno portati ad abbandonare il terreno della nostra sfida politica naturale che era quello del socialismo europeo: abbiamo preferito una collocazione in Europa e una pratica politica in Italia di forte arroccamento identitario». «Una marginalità - prosegue Fava - che ci rende inadeguati rispetto all'ambizione che c'eravamo dati: costruire una forza autonoma della sinistra, impegnata in un cambiamento del Paese e nella ricostruzione di uno spazio politico largo, plurale, responsabile». «Sono venute meno - sottolinea - le condizioni per continuare questa strada insieme». Tutti da definire i prossimi passi che potrebbero compiere i fuoriusciti: l'ipotesi più forte, al momento, sembra quella del trasferimento nel gruppo Misto per poi valutare se confluire nel Pd o creare un gruppo autonomo in Parlamento.

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