"Al lavoro sulle riforme #italiariparte". A metà pomeriggio il ministro Maria Elena Boschi affida a twitter un certo ottimismo. Oggi è stata la giornata degli incontri con Paolo Romani di Fi e Gaetano Quagliariello di Ncd. E non sono andati male. Anna Finocchiaro ha invece incontrato il sottosegretario alle Riforme, Luciano Pizzetti. Sul tavolo gli emendamenti che, massimo tra due giorni, dovrebbero essere depositato, se sarà chiuso definitivamente l'accordo politico. Ma non ci sono solo Fi e la maggioranza nel confronto sulle riforme. Oggi Beppe Grillo si è lamentato per non essere stato ancora chiamato da Matteo Renzi dopo l'invito dei 5 Stelle al premier per un confronto sulla legge elettorale. Oggi il leader M5S allarga il dialogo anche alle riforme. Grillo chiama e Renzi non fa attendere la risposta. "C'è molto da fare e non c'è tempo da perdere. Vi propongo di vederci mercoledì in un orario da concordare insieme". Poi il premier punzecchia un pò i grillini: "Vi chiedo soltanto di conoscere meglio l'interlocutore della vostra richiesta di dialogo. Mi avete scritto come Presidente del Consiglio e dunque possiamo vederci a Palazzo Chigi con una delegazione dell'esecutivo. Ma avete anche evidenziato, nel vostro ragionamento, l'importanza del successo elettorale (sottolineatura di cui vi sono personalmente grato) che come è ovvio è un successo elettorale non del Governo, ma del Partito democratico. Se preferite confrontarvi con noi come Pd, allora organizziamo una delegazione del partito e dei gruppi parlamentari. Aspetto vostre nuove". Un Senato sul modello tedesco. Una sorta di Bundesrat in salsa italiana. È l'ipotesi sul tavolo delle riforme che il governo sta sottoponendo ai partiti durante le consultazioni sulle riforme costituzionali per quanto riguarda la composizione del Senato. A quanto si apprende da fonti dell'esecutivo, l'idea che il ministro Maria Elena Boschi sta vagliando è infatti quella di un Senato sul modello tedesco, una Camera delle comunità regionali con componenti scelti in proporzione al numero degli abitanti delle Regioni. Niente elezioni a suffraggio universale quindi: saranno i consiglieri regionali a scegliere i componenti del Senato tra gli stessi consiglieri e i sindaci. Il modello è simil-tedesco perchè in realtà il Bundesrat ha componenti dei governi delle Regioni, i lander. Nella proposta di mediazione targata Boschi invece si attinge dai Consigli regionali. L' accordo con Fi, di cui oggi si è fatto portavoce il capogruppo a Palazzo Madama, Paolo Romani, durante l'incontro con Boschi, prevede che la presenza dei sindaci sarà fortemente ridimensionata: probabilmente ci sarà primo cittadino per ogni Regione. Se l'idea 'federalè del nuovo Senato troverà l'ok di tutti gli interlocutori, il modello tedesco si concretizzerà in un emendamento dei relatori. Sull'articolo 57 della Costituzione, quello che appunto riguarda la composizione del Senato, Anna Finocchiaro ( Pd) e Roberto Calderoli (Lega) non hanno infatti inserito nessuna proposta nel 'pacchettò di emendamenti che presenteranno tra domani e lunedì in commissione Affari costituzionali. Il Senato delle Regioni sarebbe l'ultimo tassello da includere alle modifiche già elaborate al ddl Renzi-Boschi.
Riforme, Renzi risponde a Grillo: "Vediamoci mercoledì"
Il premier incontrerà un delegazione dei Cinque Stelle. Il ministro Boschi vede Romani e Quagliariello: Pd-Fi verso l'accordo
