Politica

Renzi studia l’incontro con Grillo

Il premier accelera sulla riforme. I 14 senatori dissidenti Pd rientrano nel gruppo. Ma il caso non è ancora chiuso L'INTERVISTA De Girolamo: «Renzi non sia ingenuo Grillo vuole solo il caos»

La settimana delle decisioni. Matteo Renzi, come peraltro annunciato a più riprese, sulle riforme non indietreggia di un millimetro. Nel giorno in cui i 14 senatori Pd dissidenti rientrano nei ranghi e fanno finire la loro autosospensione, il premier approfitta dell’inaugurazione di Pitti Immagine Uomo per lanciare a chi critica riforme e cambiamento un messaggio che sa di ultimatum. «La nostalgia non è categoria della politica: chi vivesse di nostalgia non avrebbe spazio nella politica di oggi». Le parole del presidente del Consiglio, indirizzate anche a frange del suo partito, precedono di un’ora la decisione dei 14 senatori del Pd di cessare l’autosospensione dal gruppo annunciata dopo la sostituzione in commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama dei colleghi di partito Corradino Mineo e di Vannino Chiti. «Un’ottima notizia», commenta la presidente della commissione Anna Finocchiaro, ma il caso non è chiuso e in una nota congiunta i 14 senatori Pd mettono in chiaro alcuni punti ed esprimono alcune riserve: «Continueremo a sostenere i nostri emendamenti al testo base del governo che, peraltro, le trattative in corso o in fieri con Lega, FI e M5S potrebbero ulteriormente modificare». I 14 accolgono comunque con soddisfazione le dichiarazioni del presidente del gruppo Pd, Luigi Zanda, in particolare quando afferma che coloro che difendono l’articolo 67 della Costituzione «non vengono considerati frenatori delle riforme o ricattatori della maggioranza, ma colleghi impegnati in una legittima battaglia politica». «Nessuna resa - conferma Mineo - Con Chiti una battaglia in difesa della Costituzione che continuerà nelle forme e con gli alleati disponibili». In serata il premier riunisce i vertici del Pd con il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi a Palazzo Chigi per mettere a punto i prossimi passaggi, anche in vista del dialogo che si aprirà dalla prossima settimana con Grillo. Con Renzi e Boschi i vicesegretari Guerini e Serracchiani, i capigruppo del Pd Speranza e Zanda, Anna Finocchiaro e il sottosegretario Graziano Delrio. Sullo sfondo resta il coinvolgimento del Movimento 5 Stelle sulla legge elettorale, con Forza Italia che apre al confronto per bocca del presidente dei deputati azzurri Renato Brunetta. «Non abbiamo alcun problema che si allarghi il tavolo delle riforme. Anzi, questo dimostra che avevamo visto giusto nel partecipare con Renzi al patto del Nazareno - dice Brunetta - E proprio per questo rilanciamo sull’elezione diretta del presidente della Repubblica». Un’occasione di riflessione ad ampio raggio viene offerta dalla colazione di lavoro al Quirinale tra Napolitano e Renzi, accompagnato da una delegazione di ministri. Un appuntamento che tradizionalmente precede i Consigli europei e che cade a ridosso del semestre di presidenza. Sulle funzioni del nuovo Senato, dice il sottosegretario Luciano Pizzetti, «sono stati fatti passi avanti significativi. Mi pare sia stato fatto un buon lavoro». Quanto al titolo V nella proposta dei relatori «l’articolo 117 della Costituzione è leggermente rimodulato per quanto riguarda le funzioni. C’è maggiore disponibilità verso le regioni, per funzioni e materie, facendo perno sul fatto che allo Stato restano le competenze».

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