Politica

De Girolamo: «Renzi non sia ingenuo Grillo vuole solo il caos»

«Squadra che vince non si cambia». Nunzia De Girolamo, capogruppo di Ncd alla Camera, è lapidaria. «Diffidente» sull’apertura di Grillo sulla riforma elettorale, lancia un avvertimento a Renzi: «Non ha motivi per cambiare la maggioranza che l’ha sempre sostenuto responsabilmente. Se oggi può fare il "figo" alla Fonzie e governare è anche grazie ai voti di Ncd o addirittura grazie a quelli di FI sulle riforme». Onorevole De Girolamo, spaventati dal possibile asse tra il premier e Grillo? «Squadra che vince non si cambia. Renzi non ha reali motivazioni per smontare una maggioranza composta da chi si è assunto la responsabilità a scatola chiusa di cambiare il Paese. Chi fino a ieri urlava di notte, ora pensa di uscire dallo streaming e fare il riformatore solo per l’inclemensa delle urne. Ma Renzi non è così ingenuo da non capire che il risultato delle urne è stato prima un voto contro Grillo e poi in suo favore. Sul M5S resto diffidente». Non vi piacerebbe nulla del «Democratellum»? In fondo è una legge proporzionale... «Sicuramente saremmo d’accordo sulle preferenze. Il punto, però, è un altro. Un’apertura di Grillo vorrebbe dire venire incontro alla proposta della maggioranza. Noi siamo arrivati all’Italicum con grande difficoltà, ci sono ancora aspetti da correggere, e lo faremo dopo l’approvazione delle riforma di Senato e Titolo V. Ma un’intesa di massima è stata trovata. Grillo, invece, ci chiede di convergere sulla sua proposta. O è una provocazione, un modo per destabilizzarci, oppure vuole creare una maggioranza diversa». Con l’affondo sul presidenzialismo, contestuale a quello di FI, non mettete anche voi a rischio l’iter delle riforme? «È diverso. Noi siamo rimasti dove stavamo, al governo. E ci siamo stati prima ancora di conoscere il risultato delle Europee. Chi ha cambiato idea è stata Forza Italia prima e Grillo poi. Su alcuni temi, come il presidenzialismo, non facciamo mediazioni con nessuno, neanche con Renzi. È sempre stata la nostra posizione, vorremmo che il Presidente della Repubblica fosse il presidente dei cittadini e non dei partiti. Di certo, su questo tema si può creare una convergenza con tutto il centrodestra». È anche un modo per rimarcare la vostra identità nel «monocolore» renziano? «No, non si tratta di tatticismo. Sebbene il problema dell’identità sia innegabile. Il fatto è che Renzi oscura tutti. Non solo noi, anche i suoi ministri o il suo Pd. Riesce a occupare l’area di centro e se non siamo attenti occupa anche la nostra. Noi dobbiamo restare nell’esecutivo ma farlo in maniera più "spinosa", un po’ come faceva la Lega nei governi Berlusconi. Come abbiamo fatto con i provvedimenti sul lavoro, spostando l’azione di Renzi verso la nostra ideologia. Se oggi il premier può fare il "figo" alla Fonzie è perché c’è un partito come Ncd che gli dà i numeri. Dobbiamo farlo pesare di più». Per «pesare di più» farete gruppi unici con i centristi? «Ancora non è stato deciso. Credo che dovremmo arrivarci portando il tema in un’assemblea ampia con lo stesso entusiasmo che ha caratterizzato il congresso. È questa l’indicazione che mi sento di dare, altrimenti si cade nel difetto dei cerchi magici che esistono in tante forze politiche, non solo a destra. Persino Renzi deve stare attento se non riesce ad ampliare il suo consenso nel partito». Teme spaccature interne sulle unioni civili? «Prima nel Pdl e oggi in Ncd hanno sempre convissuto diverse posizioni. Ci sono i cattolici e i laici. Io, nonostante sia credente, da tanto tempo sostengo che sarebbe giusto allargare agli omosessuali i diritti di base, come la reversibilità delle pensioni o la possibilità di visitare il proprio compagno in ospedale. Ci sarà una discussione, com’è giusto che sia in un partito che ha diverse anime». Volendo sintetizzare: libertà di coscienza e nessun rischio per il governo? «Su argomenti simili è giusto lasciare libertà ai parlamentari. Ma, lo dico da cattolica, se ci arrocchiamo rischiamo che Papa Francesco arrivi prima di noi su questi temi». Cosa accadrà al vertice di Ncd? Lupi è sempre intenzionato ad andare all’Europarlamento per scalare il partito? «Non so se Maurizio sceglierà l’Europa. È evidente che il partito debba strutturarsi sul territorio e che abbia bisogno di qualcuno che vi si dedichi costantemente con una leadership forte. È un tema che Alfano deve porsi. Personalmente non vedrei male una collocazione più forte di Lupi nel partito».

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