Forza Italia «allarmata», Nuovo Centrodestra «preoccupato». Sono comprese in questo intervallo le reazioni del fronte moderato all’inaspettata apertura di Grillo al dialogo con Renzi sulla legge elettorale. Dopo lo choc iniziale, infatti, dalle parti di Berlusconi viene fatta filtrare una linea più che altro attendista nei confronti delle prossime mosse del premier. La sensazione è che quella del leader del MoVimento 5 Stelle - definita da molti una «mossa della disperazione» - possa essere considerata una svolta strategica più che sostanziale. Una scelta, cioè, volta più a mettere in difficoltà Renzi che a cercare davvero un’intesa che, viste le distanze enormi tra «Italicum» e «Democratellum», appare quantomai difficile. «Temo che l’apertura di Grillo al dialogo sulla legge elettorale - ipotizza Francesco Paolo Sisto, presidente della Commissione Affari Costituzionali alla Camera - si risolverà solo in una azione di disturbo dell’asse Forza Italia-Pd. L’avversione di Grillo per il Pd, infatti, è evidente ogni giorno in Aula». «Le riforme si fanno con tutti - aggiunge Daniela Santanché - ma il M5S non può certo sperare che si parta dalla loro proposta». E c’è anche chi, come Laura Ravetto, denuncia le idiosincrasie della riforma grillina: «Se fosse confermata la possibilità dell’espressione della doppia preferenza (ancorché una "abrogativa") su due liste, credo che ciò equivarrebbe a votare due volte e, dunque, risulterebbe palesemente incostituzionale». Per adesso Berlusconi tace e - in attesa di un incontro con Renzi che sarebbe imminente ma non risulta ancora in agenda - prepara la conferenza stampa con la quale domani rilancerà l’iniziativa legislativa e popolare per la riforma costituzionale dell’elezione diretta del presidente della Repubblica. Una mossa che, sussurra un deputato di Fi, serve soprattutto a stanare gli alfaniani e a ricreare un asse di centrodestra messo a dura prova dalla partecipazione dell’Ncd al governo. «Sono loro quelli davvero in difficoltà - si vocifera ancora a Montecitorio - perché con il dialogo con Grillo sposterà l’esecutivo ancora più a sinistra». Barbara Saltamartini ammonisce: «Attenti a Grillo, la strada maestra è partire dal confronto in maggioranza». «Non è un caso - spiega qualche alfaniano chiedendo l’anonimato - che proprio in questi giorni Renzi abbia rilanciato sulle unioni civili. Se passasse una cosa del genere, gente come Sacconi e Giovanardi non riusciremmo più a tenerla dentro». «Una cosa è certa» racconta una deputata forzista, «se questa legislatura dovesse durare fino al 2018, e oggi sembra sempre più probabile, la maggioranza di governo vi arriverà con confini molto diversi da quelli attuali».
Matteo & Beppe, la destra mugugna
Ravetto accusa: "La riforma elettorale del M5S è anticostituzionale". Ncd teme l'irrilevanza. Saltamartini: si parta dal confronto in maggioranza
