Politica

Il «pasticciaccio» dell’Estate Romana

Le manifestazioni storiche sono rimaste senza fondi e senza spazi. Oggi alle 16 le associazioni escluse protesteranno in Comune. L'elenco di chi (forse) prenderà i soldi

Si salvi chi può. Sembra essere questo il leit-motiv dell’Estate Romana 2014. Il Comune di Roma ha stretto i cordoni della borsa e i soldi per la cultura e gli spettacoli non ci sono più. Le graduatorie provvisorie delle manifestazioni finanziate sono state pubblicate martedì scorso e, da allora, si è alzato un polverone che creerà più di qualche grattacapo alla Giunta Marino (peraltro da settimane priva dell’assessore alle Politiche culturali). Gli esclusi dai finanziamenti sono tanti e altisonanti. Solo per fare qualche nome «All’ombra del Colosseo», «Fontanonestate», «Villa Celimontana» e «Notti di cinema a Piazza Vittorio» (per la verità non precisamente esclusa ma destinataria di un contributo pari a 44 mila euro, ritenuti, però, dagli organizzatori «non sufficienti nemmeno ad allestire l’area»). Al Gay Village (che, invece, si farà) andranno 40 mila euro. Il problema sono proprio i soldi. Rispetto alle richieste delle singole associazioni, il Campidoglio ha dato meno della metà delle risorse. Gli organizzatori dell’Estate Romana non ci stanno e scendono sul piede di guerra. Oggi alle 16 si incontreranno in Campidoglio per protestare. «Con la pubblicazione delle graduatorie collegate ai bandi comunali relativi alle manifestazioni storiche - dice il neonato Comitato Estate Romana - l’amministrazione capitolina ha dato il colpo di grazia alle residue speranze di avere una politica culturale organica e coerente per la nostra città. La mancanza di prospettive e di programmazione politica della cultura ha reso la vita durissima a tutti coloro che operano nel nostro settore, dimenticando che è uno dei motori dell’economia della Capitale. Imprese, artigiani e commercianti vivono anche grazie alle nostre attività. Per non parlare delle migliaia di posti di lavoro collegati alle manifestazioni che si perderanno perché gran parte delle iniziative che hanno segnato in maniera importante la vita culturale cittadina sono state cancellate oppure messe in condizioni di non operare». La protesta non invade solo la piazza ma si trasferisce sulle carte bollate. In queste ore (e prima della pubblicazione delle graduatorie definitive attese venerdì prossimo) le associazioni stanno presentando ricorsi su ricorsi sperando in un errore di valutazione da parte dell’amministrazione comunale. «I risultati dei due bandi sono stati disastrosi - sostiene il Comitato Estate Romana Manifestazioni Ricorrenti - In particolare quello che doveva salvaguardare la storicità di alcuni consolidati festival, di fatto li ha esclusi o penalizzati. Il bando citava "Festival di particolare interesse per la vita culturale della città", quindi si ritiene che la storicità, la consolidata direzione artistica, la qualità del progetto, il riscontro sulla stampa e i media e l’affluenza del pubblico, fossero elementi determinanti, invece sono stati valutati quasi nulla dando maggior peso a punti ideologici e parametri lontani dalle scelte artistiche operate in questi anni da manifestazioni di successo». Ieri il Campidoglio ha convocato alla spicciolata alcune delle associazioni interessate per provare a gettare acqua sul fuoco ma senza successo. «Alla luce dei risultati della manifestazione "All’Ombra del Colosseo" nelle due graduatorie dei bandi - spiega Federico Bonesi, presidente dell’associazione Castellum - riteniamo evidente essere in presenza di un mero errore da parte dell’amministrazione. Da un nostro riesame del progetto risulta impossibile l’attribuzione di un punteggio così basso, ben al di sotto della sufficienza. Griglie di punteggio alla mano dovremmo risultare, secondo i nostri calcoli, tra le prime posizioni. Prima di gridare allo scandalo dell’eliminazione della nostra manifestazione siamo certi di essere in presenza di un mero errore che potrà essere risolto a seguito del riesame del nostro progetto, come chiederemo all’amministrazione di fare presentando ricorso in autotutela come previsto dai bandi». C’è anche chi evidenzia i danni che questa situazione provocherà a tutto l’indotto. «Ci hanno dato solo 40 mila euro - conferma Massimo Arcangeli, segretario generale Anec-Agis Lazio - ma noi ne spendiamo 48 mila soltanto per la sorveglianza dell’area e delle apparecchiature tecnologiche. L’anno scorso abbiamo ricevuto 160 mila euro anche per Cannes a Roma, Venezia a Roma e Locarno. Quest’anno non si potrà fare nulla di tutto questo. Per Cannes a Roma abbiamo un passivo di 40 mila euro. Diamo lavoro a 48 persone tra tecnici e baristi e forse nessuno si rende davvero conto del danno che provocheranno a tutti».

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