Politica

Con l’avvento della Tv il mondo è in una stanza

Il piccolo schermo è stato l’apparecchio che ha sconvolto le abitudini degli italiani

Un avvenimento destinato a sconvolgere le abitudini e i costumi del mondo si è fatto avanti in sordina quasi a passi felpati, e si è impossessato di noi a tradimento. Quando ci siamo accorti della televisione ne eravamo già invasi come di una cosa che venuta dal di fuori con una diavoleria meccanica era diventata parte di noi, ci suggestionava, ci allettava, ci possedeva. Tra le rivoluzioni pacifiche della tecnologia la «scolta televisiva» è stata certamente quella che più profondamente ha inciso sul modo di essere e di vivere dei cittadini del mondo. Il mondo è entrato nelle nostre case e le nostre case hanno fatto parte del mondo. Già la radio aveva creato il miracolo delle distanze ravvicinate; ma l’immagine a portata di mano si è imposta come una realtà che l’abitudine non riuscirà mai a non sorprenderci. Parlo in prima persona e quindi giocano i ricordi. Per me la televisione non è nata come dicono le cronache nel 1954 o meglio era nata senza che me ne avvedessi; mi era accanto e la sfioravo senza avvedermi dell’importanza che essa avrebbe avuto affermandosi nel tempo. Per me la televisione era nata con le sequenze dell’affondamento dell’Andrea Doria: nel silenzio terribile di quei momenti in un luogo così lontano, un operatore aveva documentato la storia di un’agonia facendocela vivere momento per momento, attimo per attimo fino al niente delle acque che poi si sono richiuse sulla tragedia. Ecco: fu allora che per me nacque la televisione, cioè il miracolo di avere a portata di mano un avvenimento lontano. Viceversa la televisione era nata prima e perfino molto prima rispetto alla data ufficiale di cui parlano le cronache e di cui parla il documentatissimo Dadaumpa di Laura Delli Colli che data al 3 gennaio 1954 la diretta per un’inaugurazione ufficiale e per un collegamento con Torino. Già nei film americani avevamo visto questi aggeggi senza renderci conto di che cosa fossero. Solo dopo gli scatoloni destinati a diventare un elettrodomestico qualunque fecero le loro apparizioni in casa nostra. Ma torniamo all’inaugurazione del 3 gennaio 1954: tra le vedettes sullo schermo ci sono Miss Cinema e Miss Italia, c’è Mike Bongiorno, c’è la musica leggera, c’è il telegiornale, c’è lo sport. Per arrivare al telegiornale erano state fatte prove su prove per un periodo di un anno. E il debutto sconvolse tutti accendendo polemiche: durerà? Non durerà? Prenderà piede? Non prenderà piede? Viceversa prenderà piede e come sconvolgendo le abitudini degli italiani. Sono i primi guizzi di un serpente che si insinuerà e si impossesserà di noi mentre sui tetti delle case si infittiranno le antenne televisive: tralicci misteriosi attraverso i quali il mondo arriverà anche nei più sperduti centri, ma i possessori di apparecchi televisivi alla fine del ’54 sono soltanto novantamila e solo un anno dopo l a cifra raddoppia e moltiplica grazie al Musichiere e poco più tardi di Lascia o Raddoppia? Vediamo che le città si popolano e i gestori dei cinematografi sono costretti a sospendere gli spettacoli nell’orario che si è fatto suo Mike Bongiorno; mentre i caffè e i bar si affollano. Ma non è soltanto Mike Bongiorno il protagonista di questo prodigio. Altri personaggi di cui forse abbiamo anche perduto il ricordo si fanno avanti sul video come per esempio Padre Mariano, come il professor Angelo Cuotolo, come Angelo Lombardi, come Alberto Manzi. Più popolare di tutti è Angelo Lombardi detto anche l’amico degli animali spalleggiato dal suo fedele Andalù e con i gridolini di spavento di Bianca Maria Piccinino presenta, ogni settimana Cuccioli e bestie feroci. Tutto lo stile della televisione in questi primordi è mantenuto con rigorosa osservanza delle norme del buon costume. Fa notizia e si propaga in tutto il mondo l’episodio della calzamaglia di Alba Aranova accusata di aver provocato con il gioco delle luci un effetto-nudo che effettivamente non c’era. E intanto va in vigore un codice della moralità al quale tutti si adeguano ma con parecchie eccezioni che passano sotto gamba. Nuovi personaggi si fanno alla ribalta, un successo strepitoso ottiene l’incontro con la novella di Giorgio Albertazzi; mentre Giancarlo Sbragia e Enrico Maria Salerno danno vita al loro Concerto in Prosa. Ma è il momento di Enzo Tortora che si affaccia sui teleschermi con Telematch e comincia la sua folgorante carriera mentre il nuovo mezzo si va affermando sempre più e (strano a dirsi?) la noiosa pubblicità impaginata in Carosello ottiene un successo straordinario. Ancora oggi c’è chi dice volendo fare dell’ironia che la migliore trasmissione televisiva della storia in Italia fu Carosello, ed effettivamente vi s’impegnarono registi di chiara fama per intentare storielle rapidissime che andavano a segno dal punto di vista della pubblicità. Viene ricordato ancora oggi l’ispettore Rock, affidato all'attore Giorgio Polacco, che aveva una calvizie immensa e veniva complimentato alla fine di ognuna delle sue imprese vittoriose con un «Ispettore! Ma lei è un prodigio! Non sbaglia mai». Al che Polacco levandosi il cappello e facendo vedere la calvizie rispondeva: «Non è vero. Anch’io ho commesso un errore: non ho usato la brillantina tal de tali». E così di seguito si potrebbero citare slogan diventati famosi come quello del pulcino nero, come quello del Dura Minga, e tanti altri; si potrebbe citare soprattutto quel dentifricio al quale deve molto della sua fama Virna Lisi «Con quella bocca puoi dire quello che vuoi». Naturalmente insieme alle trovate geniali c'era molta zavorra e forse per questo che a un certo punto Carosello fu soppresso. Siamo arrivati al 1955 debutta Lascia o Raddoppia? E il caso Degoli ne fa un caso nazionale; si creano partiti contrapposti, ma il controfagotto ha la meglio. Personaggi famosi restano nella memoria come la «Leonessa di Pordenone» come Adele Gallotti, come Miss Globuli Rossi (Maria Luisa Garopo), come Gian Luigi Marianini, come Sabrina Ciuffini. Si moltiplicano le rubriche a quiz e grande successo ottiene anche Rischiatutto che ha lanciato l’esperto di parapsicologia Massimo Inardi, capace di detronizzare gli altri concorrenti. È una febbre che prende tutti, autori e pubblico; i massimi nomi come per esempio Garinei e Giovannini si buttano sul ring e inventano il Musichiere. Tutto il resto è storia relativamente recente: La Vanissima, Dapporto, Renato Rascel, le sorelle Kessler, i fasti di Studio Uno, quelli di Alta Pressione; fino a quando non arriva un personaggio nuovo, Loretta Goggi, lanciato da Pippo Baudo. È un carosello che non ha tregua e sforna personaggi a tutto andare da Paolo Villaggio che rinnova i successi di Mario Riva a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, da Pippo Franco alla sorella di Loretta, Daniela, da Raimondo Vinello a Sandra Mondani, da Lando Buzzanca a Heater Parisi, da Oriella Dorella alle bizzarrie di Renzo Arbore. E intanto continuano la ridda sonora delle canzoni che anch’esse hanno fatto fortuna se è vero che hanno segnato la loro epoca svariando da un genere all’altro, ma confermando la forza della televisione, l’avvenimento che pur nella sua apparente futilità, ha sconvolto il mondo. Oggi la televisione, come ha documentato un famoso film, è diventata il Quinto Potere.

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