Le riforme non si affossano, io non voglio vivacchiare. Matteo Renzi non si ferma, non si lascia imbrigliare dalle polemiche interne al Pd e tira dritto sul percorso delle riforme al Senato. «I cittadini - spiega il premier - ci hanno chiesto di cambiare l’Italia, bene tutte le mediazioni, ma non mi rassegno all’idea che vinca la palude». Il caso Mineo è ancora caldo,una parte cospicua del Pd è in fibrillazione e annuncia lo scontro in Assemblea oggi, le altre forze politiche attendono col fiato sospeso di vedere come andrà a finire per capire come posizionarsi. Ma Renzi non mostra di voler cedere, rivendica la decisione di escludere Corradino Mineo e Vannino Chiti dalla commissione Affari costituzionali del Senato («non solo lo sapevo, ma ne sono assolutamente convinto») e spiega che la ratio non è un rigurgito dittatoriale ma l’esigenza di non affossare le riforme. Promette che delle vicende interne al Pd si discuterà più approfonditamente oggi nel corso dell’Assemblea del partito, ma intanto lancia frecciatine a Coradino Mineo. «Non ho avuto tempo di occuparmi di vicende interne al Pd. Alcuni resoconti sono sorprendenti perché la sostituzione di un senatore in una commissione può essere considerata in tutti i modi, ma non certo come l’esercizio di un potere dittatoriale». Le resistenze di Mineo vengono considerate come «la ricerca dei famosi 15 minuti di celebrità». Lui e il suo governo hanno ben altro a cui pensare: «Stiamo rivoluzionando l’Italia, abbiamo preso un impegno con i cittadini e se ci fermiamo per un senatore ci vengono a prendere armati...». A chi si appella, come Chiti, alla libertà di coscienza e all’articolo 67 della Costituzione, Renzi ribatte che «se il membro di un partito sta in commissione deve attenersi alla linea del proprio gruppo».
Matteo rivendica le purghe al Senato
Le riforme non si affossano, io non voglio vivacchiare. Matteo Renzi non si ferma, non si lascia imbrigliare dalle polemiche interne al Pd e tira dritto sul percorso delle riforme al Senato. «I...