È stato sottoposto agli arresti domiciliari nella sua sua abitazione di Imperia, l'ex ministro Claudio Scajola, dopo che il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha accolto in parte il ricorso dei suoi legali, Giorgio Perroni e Elisabetta Busuito, che avevano chiesto la scarcerazione e, in subordine, appunto, i domiciliari. Scajola ha viaggiato liberamente, senza scorta e con mezzi propri. Le motivazioni del dispositivo con cui gli sono stati concessi gli arresti a domicilio verranno rese note nei prossimi giorni. Il 19 giugno al Tribunale del Riesame sarà discusso l'appello dei pm contro la decisione del gip di non riconoscere l'aggravante del concorso esterno in associazione mafiosa chiesto dalla Dda per l'ex ministro. Scajola era stato arrestato a Roma l'8 maggio scorso con l'accusa di avere favorito la latitanza dell'ex parlamentare Pdl Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Intanto prosegue la nuova inchiesta della procura di Bologna sulla mancata scorta a Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle brigate rosse il 19 marzo 2002 sotto la sua abitazione di via Valdonica, nel centro del capoluogo emiliano. Sentito dai pm, come persona informata sui fatti, Beppe Pisanu che nel luglio 2002 subentrò a Scajola come ministro dell'Interno. Nei giorni scorsi erano stati ascoltate altre personalità del mondo politico.
Claudio Scajola va da solo ai domiciliari
È stato sottoposto agli arresti domiciliari nella sua sua abitazione di Imperia, l'ex ministro Claudio Scajola, dopo che il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha accolto in parte il ricorso...