Politica

«Porte aperte anche ai rottamatori Il partito si rilancia con l’unità»

Carlantonio Solimenec.solimene@iltempo.it Annagrazia Calabria, coordinatrice di Forza Italia Giovani, prova a fare chiarezza in un momento di grande confusione nell’universo «movimentista» della...

Annagrazia Calabria, coordinatrice di Forza Italia Giovani, prova a fare chiarezza in un momento di grande confusione nell’universo «movimentista» della destra. A chi ha organizzato manifestazioni parallele, manda un messaggio: «Sappiate che da noi le porte sono sempre aperte a tutti». E rivendica i risultati raggiunti alle ultime elezioni, in controtendenza rispetto al partito nazionale: «Tutti i nostri candidati alle amministrative sono stati eletti». Infine, sgombra il campo del dibattito anche dall’ipotesi primarie: «Conta la meritocrazia, il modo con cui si vuole applicarla è secondario». Onorevole Calabria, a Bologna si organizzano i «rottamatori» di Forza Italia. A Milano si farà la Leopolda della destra, al Sud scalpitano i ragazzi di Primavera Liberale. Cosa sta succedendo nell'universo giovanile azzurro? «Innanzitutto occorre fare chiarezza su questa galassia. Esiste un movimento giovanile organico al partito, Forza Italia Giovani, che mi onoro di presiedere. E poi c’è una galassia di associazioni giovanili che fanno politica sul territorio ma a volte non rappresentano il vero volto del partito. In Emilia quelli che si definiscono rottamatori sono persone legate a Galeazzo Bignami, un re delle preferenze... Primavera Liberale, invece, non so esattamente cosa sia». È innegabile che il risultato elettorale abbia creato un po’ di fermento... «Nel nostro partito c’è stato sempre questo fermento. Proprio perché la sua struttura è più simile a quella di un movimento. Ora tutto è più in risalto perché sono i giorni successivi a un risultato elettorale al di sotto delle nostre aspettative. E il dibattito assume un colore diverso». In Forza Italia Giovani come state vivendo questa fase difficile? «Innanzitutto parliamo dei fatti. Forza Italia Giovani ha raggiunto risultati straodinari alle scorse elezioni, in controtendenza con quelli del partito. Una nostra candidata al Sud, Maria Tripodi, si è dovuta confrontare con persone molto radicate sul territorio ma ha portato a casa quasi 17mila voti grazie alla sua genuina e sana passione politica. Alle amministrative tutti i ragazzi del movimento giovanile sono stati eletti, da Padova a Bari. Lo stesso Andrea Romizi, eletto sindaco a Perugia, ha una squadra che viene tutta dal movimento giovanile. Sono molto soddisfatta e felice per loro. È giusto che la militanza di tanti anni porti tanti ragazzi a raggiungere i traguardi prefissati». C’è chi ha fatto tanta militanza e chi è comparso all'improvviso. Come i fratelli Zappacosta di Azzurra Libertà... «Il nostro movimento ha sempre aperto le porte a tutti. Chiunque voleva partecipare ne ha avuto la possibilità. Mi dispiace che si siano volute portare avanti delle iniziative parallele quando invece si poteva fare qualcosa tutti insieme». Cosa pensate di fare per «rilanciare» il partito? «Le do quest’anteprima: il 24 giugno ci sarà un grandissimo incontro tra il Presidente Berlusconi e tutti i nostri eletti nella sede nazionale di Roma. In quell’occasione ci sarà un momento di analisi e riflessione sul futuro, anche strategico, del partito nazionale». Crede che le primarie possano essere una risposta allo stallo? «Tra i giovani non vengono viste come l’esigenza principale. La selezione della classe dirigente a nostro avviso deve seguire un criterio meritocratico. Il metodo con cui questo avviene lo consideriamo un aspetto secondario. Concentriamoci più sui programmi, perché sono convinta che il risultato delle ultime elezioni non sia ascrivibile esclusivamente a un problema di selezione della classe dirigente. I nostri elettori si sono astenuti per la mancanza di una linea politica chiara su alcuni contenuti. Partiamo da questo. Il resto mi sembra una polemica inutile, dannosa, che ovviamente affascina soprattutto i giornalisti e gli altri partiti che ci possono speculare sopra». Si aspettava la sconfitta di Cattaneo? Era uno dei giovani più «promettenti» di Forza Italia... «Quello che è successo a Pavia non è da ascrivere né a incapacità amministrative di Alessandro Cattaneo, che è un bravo amministratore, né tanto meno alla mancanza di supporto da parte del partito, che c’è stato ed è stato anche forte. Il problema principale è stato l’astensionismo al secondo turno. È un problema reale che incide fortemente sull’elettorato moderato e del quale dovrebbero preoccuparsi tutti i partiti, dato che un italiano su due non è andato a votare». È arrivato il momento, in Forza Italia, di interrogarsi sul dopo-Berlusconi? «No, non è il momento di farlo. Se Forza Italia alle ultime Europee ha preso il 17% dei voti lo dobbiamo soltanto a lui. E in questo momento dobbiamo essere uniti al suo fianco. Perché solo uniti si può riconquistare la fiducia dei cittadini che ci hanno sempre votato in questi anni. Berlusconi è e resta il nostro leader».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.