Si era detto che era fuggito per mai più ritornare; che aveva scelto il Libano perché in quel paese non era prevista l’estradizione per un reato non riconosciuto; si era anche detto che di certo il piano di fuga era stato ben congegnato, che di lui non se ne sarebbe saputo più nulla e che, dunque, avrebbe trascorso là il resto della sua vita. Si erano dette un mucchio di cose errate. Marcello Dell’Utri, infatti, arriverà in Italia questa mattina per scontare una pena definitiva a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, inflitta al termine di un processo lungo e pieno di «buchi» processuali. Stando a quanto riportato da alcuni media libanesi, che si basano su fonti giudiziarie locali, «le procedure dell’estradizione, sia in termini legali che logistici, sono state completate». Dell’Utri, dunque, sarà consegnato alle autorità italiane all’aeroporto internazionale Rafiq Hariri di Beirut. Sospetti, presunte certezze, ipotesi di chissà quali «agganci» in terra libanese, si schiantano, così, alla prova dei fatti. E ad essere soddisfatto della novità è proprio l’avvocato Giuseppe Di Peri, legale di Dell’Utri: «Se la notizia è fondata – ha affermato - sarà accolta con favore dal dottore Dell’Utri, che da oltre due mesi formula continue richieste sia all’autorità giudiziaria libanese sia a quella italiana, di un tempestivo suo rientro in Italia». A conferma dell’intenzione dell’ex senatore di Forza Italia, detenuto in un ospedale (ha problemi di cuore) di far rientro in patria nonostante la condanna, l’avvocato aggiunge un particolare: «Peraltro, proprio per consentire un immediato rientro nel proprio paese, Dell’Utri ha altresì rinunciato a ogni forma di assistenza medica durante il trasferimento aereo». Secondo gli stessi media libanesi che hanno rilanciato la notizia del rientro di Dell’Utri, anche le autorità italiane avrebbero confermato l’arrivo a Beirut di una delegazione che si prenderà carico, insieme ad agenti dell’Interpol, dell’ex senatore per riportarlo in patria con un volo Alitalia. Atterraggio a Fiumicino previsto per le sette. Dell’Utri è ufficialmente un latitante, dichiarato tale dalla Corte d’Appello di Palermo ad aprile, dopo il suo allontanamento dall’Italia a pochi giorni dalla sentenza della Cassazione. A far scattare l’ordine d’arresto, che presenta molte anomalie, fu la localizzazione del suo cellulare vicino Beirut e l’intercettazione di una conversazione fra suo fratello, Alberto, e un amico, contenente riferimenti a passaporti diplomatici e al Libano. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, aveva da subito avviato le procedure per ottenere l’estradizione. Ma i dubbi che quella di Dell’Utri fosse realmente una fuga sono apparsi subito evidenti.
Dal rifugio libanese alla galera Oggi Dell’Utri torna in Italia
Luca Rocca Si era detto che era fuggito per mai più ritornare; che aveva scelto il Libano perché in quel paese non era prevista l’estradizione per un reato non riconosciuto; si era anche detto che...
