Politica

Oltre la politica per i fucilieri

Da destra e sinistra adesioni alla manifestazione del 14 L’invito-augurio di Confindustria: venite all’assemblea 2015

Grande attesa per la manifestazione di solidarietà per i marò Girone e Latorre in programma sabato prossimo nella Capitale con partenza alle 16,45 da piazza della Bocca della Verità. Il caso dei due fucilieri sta unendo l’Italia da destra a sinistra, da nord a sud. Il presidente di Confindustria Firenze, Simone Bettini, ha invitato ufficialmente i due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, ingiustamente trattenuti in India, «ad essere presenti all’assemblea degli industriali fiorentini del 2015». Un invito e al tempo stesso un augurio che Bettini ha formulato alla presenza di Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, nella mattinata di ieri al Teatro Comunale di Firenze, in occasione dell’assemblea annuale degli industriali dell’anno in corso, chiedendole di portarlo direttamente ai due marò e al Parlamento. E nella serata di ieri, a Ostuni, il neosindaco Gianfranco Coppola, già vice comandante della Brigata Marina San Marco, dove prestano servizio Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ha dedicato la sua proclamazione a primo cittadino ai fucilieri di Marina dopo due anni ancora in India. Coppola ha sempre seguito la vicenda dei due marò, ed ora intende «tenere alta l’attenzione» sulla vicenda «che mette a repentaglio tutta la compagine militare impegnata in Italia ed all'estero sempre al servizio delle istituzioni». Nel ribadire «di non avere fatto della vicenda strumento elettorale», Coppola ha voluto «cogliere questo momento per ricordare i colleghi» e si augura di riceverli «con onore nella città di Ostuni». Il vicepresidente di CasaPound Italia, Simone Di Stefano, ha annunciato la partecipazione al corteo «Tutti insieme per i marò»: «Essere sabato in piazza a Roma è un dovere per tutti. Io ci sarò e invito tutti i militanti e i simpatizzanti di CasaPound Italia a essere presenti, senza bandiere, ma con il Tricolore alla mano, per far sentire la voce degli italiani che ancora credono alla dignità della Nazione e pretendere la liberazione dei nostri marò». Quella di sabato sarà anche un’occasione per fare il punto in una vicenda che vede le autorità indiane in una situazione di grande imbarazzo, come dimostra il maldestro tentativo, dell’altro giorno, del ministro dell’Interno di Delhi di «scaricare» sull’Italia le responsabilità dei ritardi e dell’indecisione nella giustizia indiana.

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