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«Sono loro che volevano andare a Roma»

Michele De Feudis Ippazio Stefano, medico e sindaco del capoluogo jonico con la fama di sceriffo (portava fino a due anni fa una pistola nella cintura dei pantaloni), è stato nelle ore in prima...

Ippazio Stefano, medico e sindaco del capoluogo jonico con la fama di sceriffo (portava fino a due anni fa una pistola nella cintura dei pantaloni), è stato nelle ore in prima linea al porto di Taranto per visitare decine di bambini arrivati con le navi dei rifugiati. «La città ha offerto una grande prova di solidarietà, cittadini comuni e mamme con discrezione hanno collaborato nelle operazioni di accoglienza degli immigrati, portando vestiti, scarpe, acque e cibo per sfamare i migranti», spiega il primo cittadino di Taranto. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha espresso «sconcerto» per la maniera con cui sono stati accolti i quattrocento migranti sbarcati a Taranto e poi trasferiti a Roma. È sorpreso? «Sì. Siamo noi ad essere sconcertati. In meno di 24 ore ci è stato chiesto di offrire accoglienza per oltre mille e trecento cinquanta persone. Sono stato ore e ore per fronteggiare questa emergenza e queste critiche mi sembrano davvero ingenerose». Con che modalità è avvenuto il trasferimento degli immigrati nella Capitale? « Sono cittadini liberi. I siriani hanno risorse economiche e partono autonomamente. Gli altri li abbiamo considerati fratelli: non avevano un euro e ci hanno chiesto di essere portati a Roma. Noi li abbiamo accompagnati con cinque nostri bus. Abbiamo pagato noi. Non è compito nostro aiutarli a Roma. Li abbiamo accompagnati a Roma perché ce lo hanno chiesto». Li avreste portati anche a Parigi? «Non abbiamo i mezzi per accompagnarli in Francia. Roma, a cinque ore da Taranto, era una meta accessibile». Arrivati a Roma cosa li attendeva? «Avevano detto di avere amicizie e parenti: forse abbiamo sbagliato. Ma in senso buono, accontentandoli. Nessuno scaricabarile». Il Comune di Taranto ha le risorse per fronteggiare altri flussi di questo tenore? «Ho chiesto al governatore Vendola, di persona e per iscritto, di non essere lasciati soli. L'Europa non deve fare la parte dello struzzo».

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