La videoconferenza è praticamente finita, quando Massimiliano Latorre si abbassa per avvicinarsi al microfono: «Speriamo di vederci presto!», dice. «Lo speriamo anche noi», risponde il ministro della Difesa. Lo sperano tutti gli italiani e, ancora di più, tutti i marinai della Penisola, come si è capito dai discorsi del capo di Stato Maggiore della Marina Giuseppe De Giorgi e della Difesa Luigi Binelli Mantelli, che hanno dedicato parole commosse ai due fucilieri prigionieri da oltre due anni in India. Lo stesso non si può dire, purtroppo, del presidente della Repubblica. Nel suo messaggio per la giornata della Marina, celebrata ieri nel palazzo umbertino sul lungotevere, Napolitano ha fatto riferimento alla «storica impresa navale del Comandante Rizzo a Premuda», un episodio che risale al 1918. Neanche un accenno alla penosa vicenda dei nostri marò. Un caso che, invece, infiamma i discorsi dei capi militari. De Giorgi ha sottolineato che «la frustazione» dei due fucilieri «è la nostra frustrazione». Binelli Mantelli ha ricordato che Latorre e Girone sono «coinvolti in una vertenza sconcertante, che va oltre i confini della ragionevolezza» e della sopportazione umana. La responsabile della Difesa ha spiegato che «il governo italiano avverte con chiarezza il peso psicologico e l’umana sofferenza dei nostri militari». Roberta Pinotti ha precisato che «è stato rilevante l’aperto sostegno di Europa e Nato» e che «i nostri Marò erano in missione antipirateria, coperti da immunità funzionale, e questo certifica l’alveo internazionale in cui deve essere inquadrata la vicenda». Un concetto che ribadirà nella teleconferenza: «Non accettiamo il fatto che voi siate giudicati in India. Se non ci sarà intesa, andremo avanti con l’arbitrato». Loro, Massimiliano e Salvatore, non hanno perso un grammo di dignità. Dentro si capiva che scalpitavano, fuori erano freddi e orgogliosi. E anche sorridenti, specie quando Pinotti gli ha mostrato il dono della Figc: due magliette della Nazionale con i loro nomi sul retro. Per il resto hanno ringraziato tutti. Hanno fatto riferimento al sacrificio dei loro colleghi nel mondo e, in particolare, nella missione Mare Nostrum. E anche al loro: «Ma continuiamo - ha detto Latorre - ad essere militari e a soffrire con dignità». In sala anche Vania Girone, moglie di Salvatore: «È stato un piacere rivederlo - ha detto - Spero di incontrarlo presto. Questa volta non in India, ma in Italia».
Pinotti: «L’India non giudicherà i marò»
L’attacco del ministro durante la festa della Marina. Il silenzio di Napolitano. Sale l’attesa per la manifestazione
