L'ombra degli antagonisti dietro la rivolta degli immigrati ospitati nel Cara di Castelnuovo di Porto, vicino Roma. Fin dall'alba di ieri, infatti, quando circa 150 persone sono uscite dalla struttura e hanno occupato via Tiberina (in località Ponte Storto) costringendo l'autista di un camion a scendere dal mezzo, in presidio c'erano anche numerosi appartenenti a centri sociali e reti attive contro il razzismo. Sono gli stessi che fanno parte e operano insieme ai Movimenti per il diritto all'abitare. Contemporaneamente alla protesta, sui social network piovono post, commenti, foto e video della rivolta che si affannano a descrivere violenta e con cariche da parte delle forze dell'ordine ai danni degli immigrati. In nessuna delle immagini pubblicate, però, si vedono manganellate o scene di violenza contro i manifestanti. La partecipazione e la solidarietà degli antagonisti, poi, oltre alla presenza fisica sul luogo dell'accaduto durante l'evento, è stata manifestata in rete con comunicati sui siti d'area. Tra gli immigrati che hanno partecipato alla protesta, una decina sono stati fermati e identificati. Le ragioni della rivolta, così come successe il 15 maggio, sono legate alle modalità di erogazione del cosiddetto «pocket money»: il contributo di 2,50 euro a cui hanno diritto ogni giorno i circa 800 ospiti. Lo scorso 7 aprile, con il cambio di appalto nella gestione del centro, alla società uscente Gepsa è subentrato il raggruppamento di imprese facente capo alla cooperativa sociale Auxilium. Mentre il precedente gestore erogava i soldi in contanti, quello attuale li versa sottoforma di un buono spendibile solo all'interno del centro. «Abbiamo predisposto degli spacci in cui si possono acquistare tabacchi, ricariche telefoniche e snack, come avviene al Cie - spiega il direttore Vincenzo Lutrelli - ma loro vogliono i soldi in mano: "money in hand" è il loro "grido di battaglia". Sono stati abituati così dal precedente gestore e ora lo ritengono un loro diritto. In realtà la consegna di denaro contante è vietata dal capitolato d'appalto e dalle leggi sulla tracciabilità dei flussi finanziari. Se il ministero degli Interni fa una deroga al capitolato per noi non c'è nessun problema, ma lo deve mettere nero su bianco». Oggi è previsto un incontro con la Prefettura, che dovrà prendere una posizione sulla questione. Nell'attesa, gli ospiti si sono barricati nel centro e hanno rifiutato di consumare i pasti.
L’ombra degli antagonisti dietro la rivolta degli immigrati
Valeria Di CorradoFrancesca Musacchio L'ombra degli antagonisti dietro la rivolta degli immigrati ospitati nel Cara di Castelnuovo di Porto, vicino Roma. Fin dall'alba di ieri, infatti, quando...
