Di certo non se l'aspettavano e forse anche per questo la reazione è stata meno immediata del solito. L'impressione è che abbiano cercato di capire cosa è accaduto, quali sono i colpevoli e che margini di manovra ha realmente il governo per porre rimedio all'incidente. Poi, puntuale, è arrivato il comunicato del presidente dell'Associazione nazionale magistrati: "L'emendamento votato alla Camera sulla responsabilità civile dei magistrati è un fatto grave. In un momento che vede la magistratura fortemente impegnata sul fronte del contrasto alla corruzione nelle istituzioni pubbliche, questa norma costituisce un grave indebolimento dell giurisdizione". "Si vorrebbe introdurre l'azione civile diretta - prosegue -, non soltanto una cosa che non ha eguali in nessun altro Paese occidentale, ma che ha anche evidenti profili di incostituzionalità perché è un vero e proprio attacco al principio di indipendenza della magistratura". Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario di Magistratura democratica, Anna Canepa: "Si indebolisce la magistratura con un grave attacco all'indipendenza e all'autonomia nel momento in cui si indaga sulla corruzione, vero male del Paese". La battaglia è solo iniziata.
Le toghe insorgono sulla responsabilità civile
Il presidente dell'Anm, Sabelli: "Grave approvarla mentre la magistratura è fortemente impegnata sul fronte della lotta alla corruzione"
