Politica

Lando Fiorini: «Non dobbiamo farli sentire soli»

Anche il popolare attore e cantante romano al fianco dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

«Il sentimento di solidarietà nei confronti dei marò illegalmente detenuti in India è trasversale e popolare. Adesso non dobbiamo abbandonarli o farli sentire soli. Riportiamoli subito in patria»: l'attore e cantante romano Lando Fiorini si schiera senza se e senza ma per la liberazione dei fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e ricorda a «Il Tempo» anche la sua giovinezza nella quale c'è stata la parentesi del servizio militare, con il basco azzurro dei VAM. «Non dovevano tornare a Nuova Delhi, si sapeva che poi le cose si sarebbe complicate. Tutto si sta facendo più difficile, ma guai a mollare». Fiorini è un fiume in piena. È stato un errore rimandarli in India dopo che per due volte erano ritornati Italia? «Senza dubbio. Per essere di parola con la nostra controparte, li abbiamo messi nei guai. Il premier del tempo, Mario Monti era una persona perbene: forse sperava nella comprensione del governo indiano per chiudere la questione in maniera definitiva. Ma le cose sono andate diversamente, come è sotto gli occhi di tutti. Ora in ballo c'è la loro vita». La situazione dei due Leoni del San Marco... «È molto, molto sgradevole, per dirla con un eufemismo. Bisogna riportarli a casa, in patria, utilizzando qualsiasi modo e soprattutto prima possibile». Ventotto mesi lontani dall'Italia e dalle famiglie. Senza uno straccio di imputazione. «Stanno vivendo un periodo tremendo, di grande sofferenza e incertezza. Ricorderanno tutta la vita con dolore queste giornate senza libertà, distanti dagli affetti più cari». Le parole di Salvatore Girone, «Abbiamo eseguito gli ordini e stiamo ancora qui», sono un monito a fare presto? «Sì. Ci sono le leggi internazionali, ci sono accordi e valori condivisi, degli orizzonti comuni tra gli Stati. A questo ci dobbiamo appellare per sbloccare l'impasse». Il suo rapporto con il mondo militare? «Mi fa tornare indietro nel tempo. Alla mia giovinezza, quando da ragazzo ho fatto il servizio militare. Ho indossato il basco azzurro, sono stato VAM presso la Scuola di Viterbo. I superiori ci facevano marciare tanto, eravamo sempre impegnati ma la fatica era temperata da uno spirito di squadra straordinario. Ci sentivamo una cosa sola con i commilitoni. Ecco quello spirito di unità, di solidarietà, adesso manca tanto all'Italia». Dal Lazio alla Sicilia, sono tanti gli italiani che si arruolano e vanno in missione per la pace. «Questi nostri soldati andrebbero premiati. Vanno all'estero per servire il paese, ci consentono di rispettare gli accordi internazionali. Il loro impegno andrebbe sottolineato ed elogiato, presentato come modello per le nuove generazioni». Sabato è in programma a Roma il corteo "Tutti insieme, nessuno indietro", promosso anche da «Il Tempo». «Con il cuore sarà in piazza con voi. La battaglia di libertà per i marò non è solo la mia, è di tutti gli italiani. Poi vorrei far arrivare un mio pensiero alle famiglie di Latorre e Girone». Paola e Vania sono impegnate ogni giorno per sensibilizzare l'opinione pubblica italiana. «Bene. Debbono avere tanta pazienza, le cose si risolveranno. Non bisogna mai perdere la speranza. Se il Papa sta provando a far far pace a chi da sempre è in guerra in Medio Oriente, perché non immaginare che si intervenga ai massimi livelli per risolvere positivamente questa querelle?»

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