Politica

Renzi prova a "piazzare" l’Italia ai cinesi

Viaggio in Oriente per il premier: Vietnam, Pechino, Kazakhstan. Matteo cerca nuovi partner per le nostre imprese in difficoltà

E adesso vedremo Renzi in versione venditore. Il premier è partito ieri sera alla volta di Cina, Kazakhtstan e Vietnam. È la sua prima missione di un certo peso (il suo esordio è stato in Tunisia) a sostegno del made in Italy. Certo, Matteo si poteva scegliere anche un esordio più soft. Ha preferito iniziare scalando la montagna Cina, una delle maggiori potenze economiche mondiali con un ritmo di crescita da 7% all’anno. Un Paese con il quale noi abbiamo un deficit commerciale notevole ma che si è andato riducendo negli ultimi anni soprattutto per effetto del calo delle nostre importazioni. Stavolta Renzi prova a fare il salto di qualità. «Stiamo cercando di fare tutto il possibile per aprire la fase delle partnership», spiega Riccardo Monti, presidente di Ice, l’agenzia governativa che si occupa di commercio estero. Insomma, la missione di Renzi vuole essere quella di far passare l’Italia da semplice venditore a vero e proprio produttore assieme ai cinesi. Infatti, sottolineano fonti diplomatiche, nel corso di questa missione sarà attivato il business forum tra i due Paesi. I cinesi metteranno in campo come presidente del tavolo economico il presidente di Bank of China, Xiao Gang, una figura di primo piano. L’Italia schiererà l’ad di Luxottica, Andrea Guerra, amico personale di Renzi tanto che nel totoministri veniva indicato come possibile titolare dello Sviluppo. L’azienda del gruppo Del Vecchio è molto presente in Cina che considera un hub fondamentale in tutto l’Oriente e anche verso l’America. Nel business forum siedono alcune delle maggiori industrie del Paese come Finmeccanica (che sarà rappresentata dal nuovo ad Mauro Moretti), Unicredit, H3G ed Enel (con il nuovo vertice guidato da Francesco Starace). Il ministro Guidi firmerà un accordo con Alibaba, una delle più grandi piattaforme di e-commerce a livello mondiale. Renzi viene accolto a Pechino al massimo livello: incontrerà nella Grande Sala del Popolo - il palazzo del Parlamento cinese - le tre massime cariche della Repubblica Popolare Cinese. Vedrà il suo omologo cinese, il primo ministro Li Keqiang, quindi il presidente e segretario generale del Partito Comunista, Xi Jinping, e il presidente dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il Parlamento cinese, Zhang Dejiang. A Pechino l’Italia è rappresentata da un ambasciatore, Alberto Bradanini, piuttosto business oriented: è stato capo missione in Iran e quindi a capo della task force Italia-Cina e addetto commerciale proprio in Cina. Prima di approdare nella capitale, Renzi sarà anche a Shangai, a visitare l’unico padiglione di Expo 2010 rimasto in piedi, quello italiano appunto. Nel tour orientale, dal punto di vista diplomatico la visita di maggior peso è la prima, quella in Vietnam. Dal 1973, anno in cui sono state allacciate le relazioni tra i due Paesi, mai un premier italiano era stato a far visita. Di ritorno, tappa in Kazakhstan, dove l’ad di Eni, Claudio Descalzi firmerà un mega-accordo energetico con l’azienda petrolifera kazaka. Ci sarà anche il presidente Nursultan Nazarbyev.

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