Francesco Storace, per Fini l’offerta politica del centrodestra è stata giudicata deludente dall’elettorato. È d’accordo? «Ha ragione, ma dimentica tutta la delusione che ha provocato lui. Il suo atteggiamento ha trasmesso l’immagine di una politica che pensa solo a logiche di palazzo». Non crede ci sia uno spazio politico per l’ex leader di An? «No. Soprattutto perché non è chiaro cosa vuole. Se fa a gara con Fratelli d’Italia a ripudiare i viaggi a Predappio, se si impegna contro Berlusconi come fa Alfano, se sull’euro la pensa come Renzi, se su immigrazione e giustizia contraddice ciò che pensava anni fa, perché un elettore di destra dovrebbe votarlo. Se invece si assumesse la responsabilità dei suoi errori si potrebbe parlare anche con lui. Ma non accadrà». E allora da cosa può ripartire il centrodestra? «Si riparte tornando a fare seriamente l’opposizione a Renzi, smettendola con questo dialogo che non porta a niente. E è poi riaffermando il diritto alla sovranità nazionale, cancellata dal complotto del 2011 che ha destituito Berlusconi». Nel documento dell’ufficio politico de La Destra si ignora del tutto l’Ncd. Perché? «Non si può ricostruire il centrodestra con chi sta al governo con il centrosinistra». Sono cadute le pregiudiziali che avevano impedito un suo accordo con la Meloni prima delle Europee? «Loro pensavano forse a un cartello elettorale come quello fatto da Alfano e Casini, ma non è questa la soluzione dei problemi. Se volessero costruire una destra che punta in autonomia, fuori dai poli, forse ci sarebbe uno spazio. Per fare semplicemente una destra nel centrodestra, basta Forza Italia. Il ché non vuol dire che non ci si debba alleare con loro, sarebbe puerile escluderli». Gli ammiccamenti alla Lega non sono un’arma a doppio taglio? La destra ha sempre avuto forti radici al sud... «Salvini ha vinto con dei temi populisti, non secessionisti, e si è presa parte del nostro elettorato. Se con Fdi avessimo creato una vera forza politica di destra, avremmo avuto noi quelle percentuali». Forza Italia si rialza con i congressi o con le primarie? «Stimo Fitto, ma quando si invocano le primarie a tutti i livelli tranne che per la leadership nazionale, resto perplesso. Se convochi milioni di persone per scegliere segretari provinciali e regionali, come fai a non convocarli per il leader nazionale? Ci vuole chiarezza, io credo che in questo momento Forza Italia debba stringersi attorno al suo leader e costruire il futuro insieme a lui. E Fitto rappresenta una delle risorse più promettenti». Nel futuro de La Destra c’è ancora la partnership con Forza Italia? «La destra oggi in Italia non c’è. Probabilmente dopo Forza Italia e dopo Berlusconi potrà rinascere una forza autenticamente di destra. Ma ci vuole coraggio. E non vedo in giro tutti questi coraggiosi».
Storace: «Fini ammetta gli errori e dica cose di destra»
L’ex governatore del Lazio boccia il vecchio leader «Se si scusasse dialogherei con lui. Ma non accadrà»
