È il tema che ha «percorso» tutti i governi degli ultimi venti anni, la legge sul conflitto di interessi. Tutti i premier del centrosinistra hanno promesso, di volta in volta, di affrontarla e di risolverla una volta per tutte ma mai nessuno alla fine ha affrontato il problema. L’ultima promessa è arrivata da Matteo Renzi, il quale, durante la «scalata» a palazzo Chigi, ha annunciato che avrebbe fatto una legge entro i primi cento giorni del suo governo. I 100 giorni sono passati ma il tema «conflitto di interessi» non è mai entrato nella sua agenda. Non solo non è stato affrontato, ma è sparito anche da qualsiasi dibattito. A battersi ancora sono rimasti i grillini che hanno presentato un disegno di legge sul conflitto di interessi già dall'inizio della legislatura. E sul sito del MoVimento alla Camera è stato scritto un lungo post in cui si accusa il partito Democratico di non volere una riforma di questo settore. «È stata proprio la sinistra, si veda la clamorosa confessione di Violante in Aula, a consentire a Berlusconi di appropriarsi delle istituzioni per sfuggire alla giustizia e tutelare le proprie aziende – si legge – Questo perché la mancata disciplina del conflitto di interessi è funzionale al sistema clientelare su cui si fonda anche il Pd, ai rapporti con i gruppi di potere economico e finanziario, con le banche, le lobbies e le cooperative rosse che trovano rappresentanza nelle fila dei cosiddetti democratici». Poi il comunicato prosegue con un attacco diretto a Renzi: «La funzione legislativa è stata espropriata da un'intera classe dirigente in conflitto di interessi, le norme ad personam e ad aziendam hanno minato alle fondamenta il tessuto sociale e produttivo del Paese. Le stesse nomine di Guidi, Lupi e Poletti lo dimostrano. Le larghe intese su questo tema vanno stroncate al più presto, solo con cittadini onesti nelle istituzioni si può garantire che l'esercizio della rappresentanza democratica sia finalizzato al bene di tutti». «Il M5S chiede che pertanto che venga discusso al più presto il ddl, a prima firma Riccardo Fraccaro, per disciplinare in modo complessivo la materia – è la conclusione – si tratta di un provvedimento che stabilisce il carattere esclusivo dello svolgimento della funzione pubblica, interviene sulle Authority e i ruoli Governo introducendo una vigilanza preventiva, affida all'Antitrust dei poteri di intervento autonomi e prevede la decadenza dagli incarichi ricoperti. Sono misure urgenti e indifferibili per restituire trasparenza alle istituzioni e renderle degne di un Paese moderno. Lanciamo la nostra sfida a Renzi, subito in Aula il ddl M5S sul conflitto di interessi: staneremo l'inciucio del Nazareno». Matteo Renzi non è comunque l’unico leader del Pd che si è «dimenticato» di quella legge. Una nuova regolamentazione sul conflitto di interessi era già contenuta nel programma del Pd del 2013, con il governo di Enrico Letta. Prevedeva, tra i punti previsti, di abrogare la legge Frattini che disciplina attualmente il tema; di costruire sistemi di controllo per prevenire situazioni di conflitto di interesse di titolari di cariche di Governo; di attribuire poteri e strumenti all’Autorità garante della concorrenza per agire efficacemente contro situazioni di conflitto; di tagliare i doppi incarichi politici.
Le false promesse di Matteo: «Legge sul conflitto di interessi»
È il tema che ha «percorso» tutti i governi degli ultimi venti anni, la legge sul conflitto di interessi. Tutti i premier del centrosinistra hanno promesso, di volta in volta, di affrontarla e di...
