Un’adesione allo sciopero pari all’80% e migliaia di lavoratori e cittadini in piazza sono un segnale fortissimo a quest’amministrazione comunale, che sembra aver smarrito il senso della realtà. Una Capitale che si barcamena tra emergenze e soluzioni dell’ultim’ora. Non si può più andare avanti così. È soprattutto contro il taglio dei servizi essenziali che noi abbiamo protestato e scioperato. Il salario accessorio – fondamentale per molti lavoratori a 1.200 euro al mese - garantisce anche orari di sportello prolungati, aperture pomeridiane di alcuni uffici, ore aggiuntive negli asili. Tagliare la parte economica significa anche ridurre quei pochi servizi aggiuntivi di cui, come cittadini, usufruiamo. E mai ci saremmo aspettati da chi invocava cambiamenti e rivoluzioni un attacco verso le categorie più deboli. Perché di questo si tratta. Abbiamo messo in campo 10 proposte per migliorare un bilancio capitolino che ipoteca il potenziale, perché conta di far cassa su soldi che non si sa bene quando e se entreranno nelle casse del Comune. Ma anche queste non hanno sortito alcun esito. Caro sindaco, quanti cittadini di Roma immagina si sentano soddisfatti nelle aspettative di cambiamento da lei proclamate?
Ignazio taglia i servizi
Tagliare la parte economica significa anche ridurre quei pochi servizi aggiuntivi di cui, come cittadini, usufruiamo