Il «cielo» arcobaleno che durante le festività natalizie ha invaso tutta via del Corso, in un abbraccio ideale da piazza del Popolo a piazza Venezia, era stato di fatto un annuncio sulle intenzioni del sindaco di Roma Capitale, Ignazio Marino, e della maggioranza di centrosinistra al governo capitolino. O meglio, di una parte della maggioranza. E sì perché mentre il primo cittadino e una parte della sinistra promettono, dai tempi della campagna elettorale, eguali diritti per i gay, la delibera per l’istituzione del Registro delle Unioni civili resta ferma in Assemblea capitolina. Segno evidente che la città ha ben altre priorità. Per questo, forse, per un sussulto di orgoglio, probabile, che quest’anno il sindaco parteciperà al Gay Pride, la manifestazione annuale indetta dalle associazioni gay, lesbiche, transessuali che, anche oggi, bloccherà la Capitale. Una novità, considerato che l’anno scorso, appena eletto, Marino preferì dare forfait e dare mandato di rappresentanza al suo vice. Due giorni di manifestazioni. Ieri lo storico sciopero generale dei dipendenti capitolini, oggi le associazioni gay che chiedono diritti promessi e non ancora ottenuti. In mezzo il caos di una città che sembra andare alla deriva: un trasporto pubblico sull’orlo del fallimento, un’igiene urbana ridotta all’ossicino, un’economia imprenditoriale allo stremo. Ma soprattutto quella sensazione di «non governo» alimentata da scelte sinora incomprensibili. Per questo la protesta dei 24mila dipendenti comunali confusi da annunci, promesse, frenate, circolari d’emergenza che spostano l’asticella della definizione dello stipendio senza indicare le linee guida da seguire, stride non poco con la "carnevalata" preparata dal mondo gay. Due piazze diverse. La prima con megafoni e striscioni per non perdere quei 200 euro al mese che delimitano il confine con la povertà; la seconda con 15 carri stile brasiliano che trasportano maschere, tanga e boa di struzzo, per chiedere qualcosa che il comune non potrà mai dare. Una questione di priorità insomma che chi ha l’onere, e non solo l’onore, di governare Roma dovrà pur affrontare. Prima o poi.
E il sindaco rilancia sfilando al Gay Pride
Dopo il forfait dell’anno scorso oggi sarà presente. Quindici carri e una promessa: diritti uguali per tutti. VIABILITA': Roma bloccata e bus deviati, APPROFONDIMENTO: Ecco spiegato il disastro della Ca
