Politica

C’è chi non crede agli annunci di Renzi

L’agenzia Standard & Poor’s: "Riforme incoraggianti ma è presto per dire se le farà". Tasi rinviata a ottobre

Le prospettive restano negative a fronte dei rischi per il bilancio pubblico che derivano dalle «deboli prospettive di crescita reale e nominale». L’agenzia spiega anche che, sebbene le intenzioni di Matteo Renzi indicate nel Def siano «incoraggianti», è «troppo presto per valutare quanto il governo sarà in grado di attuare del programma e in quali tempi». La speranza che nutriva il governo non era infondata. Le altre due principali agenzie di valutazione, Moody’s e Fitch, hanno riveduto l’outlook sul nostro Paese portandolo sul livello "stabile". Intanto, sul fronte finanza pubblica, la Tasi è stata rinviata a ottobre. Il Consiglio dei ministri ha dato infatti via libera al decreto che rinvia il pagamento della prima rata della Tasi al 16 ottobre nei Comuni "ritardatari", che non hanno dliberato le aliquote in tempo utile per la scadenza del 16 giugno. Si tratta di un "decreto-ponte", fotocopia dell’emendamento già inserito nel dl Irpef, in attesa che il Parlamento lo converta. Il testo approvato stabilisce che a decorrere dall’anno 2015 i Comuni assicurino la massima semplificazione degli adempimenti per i contribuenti, rendendo disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati. Allo stesso tempo è previsto un regime derogatorio per il 2014: per i Comuni che hanno già assunto la deliberazione Tasi entro il 23 maggio 2014, viene confermato l’obbligo di pagamento entro il 16 giugno 2014 sulla base delle aliquote e detrazioni approvate dal Comune stesso; per i Comuni che non hanno assunto le deliberazioni entro il 23 maggio, il versamento della prima rata Tasi viene posticipata al 16 ottobre 2014 (i Comuni devono deliberare entro il 10 settembre le aliquote e le detrazioni). Infine, nel caso in cui per il 10 settembre il Comune non avesse ancora deliberato le aliquote e le detrazioni Tasi, l’imposta sarà dovuta applicando l’aliquota di base pari all’1 per mille e sarà versata in un’unica soluzione il 16 dicembre 2014. Sempre nel caso della mancata determinazione, la Tasi dovuta dall’occupante sarà nella misura del 10 per cento dell'ammontare complessivo del tributo, determinato con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale. Il decreto si rende necessario perché il decreto Irpef, approvato dal Senato e passato all’esame della Camera, potrebbe non essere convertito prima della scadenza del 16 giugno. Di fatto, poi, il provvedimento d’urgenza che il governo ha approvato in Consiglio dei ministri andrà a morire in quanto non sarà più necessaria la conversione in legge quando le analoghe disposizioni del decreto Irpef saranno legge dello Stato. Le associazioni che compongono Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) si definiscono "deluse" per la mancata proroga generalizzata del pagamento della prima rata della Tasi.

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