Politica

La compagna del ministro boicotta i Marò

Lady Franceschini non vota la mozione sul nastro giallo per i fucilieri. Cicchitto: "Da La Russa a Monti ecco chi li ha condannati"

Il solito Pd dai due volti. Di lotta - con Sel - e di governo. Così se l’esecutivo guidato dal segretario Dem Matteo Renzi si prodiga con due ministri Pd - Federica Mogherini (Esteri) e Roberta Pinotti (Difesa) - per riportare a casa i due Marò, cosa fa la compagna di un ministro democratico - Dario Franceschini - nonché consigliere comunale Pd di Roma quando c’è da votare una mozione che impegna il sindaco della Capitale a scrivere a Figc, Coni e Fifa per far mettere il fiocco giallo sulle maglie della Nazionale ai Mondiali in Brasile? Vota a favore? Certo che no. Si astiene, dando un altro schiaffo in faccia a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fuciliari di Marina trattenuti in India da oltre due anni. I fatti. Il consigliere comunale Ncd Marco Pomarici porta in Aula Giulio Cesare una mozione con la quale sindaco e giunta capitolina si impagnano a portare la causa dei Marò sin sul tavolo di Joseph Blatter, il capo del calcio mondiale, per far scendere in campo l’Italia con un fiocco giallo sulle maglie. «Sono più di due anni - spiega Pomarici - che Latorre e Girone sono lontani dal nostro Paese e dalle loro famiglie. La faccenda ha assunto un carattere internazionale e il gesto della squadra azzurra potrebbe essere importante per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale su una questione incredibile, non più sopportabile, che vede due fucilieri italiani ancora ingiustamente detenuti in India». L’Assemblea Capitolina accoglie la proposta con 15 voti favorevoli, 10 astenuti e 4 contrari. Con il Pd che va in frantumi. I 4 contrari sono tre di Sel (Gemma Azuni, Annamaria Proietti Cesaretti e Gianluca Peciola) e la «civica» Imma Battaglia, paladina delle battaglie per il Gay Pride e i diritti degli omosessuali. I Dem vanno in ordine sparso. Favorevoli alla mozione i popolari (il presidente dell’Aula Mirko Coratti, Maurizio Policastro, Daniela Tiburzi), i renziani di rito gentiloniano (Fabrizio Panecaldo), i renziani di rito rughettiano (Dario Nanni), il capogruppo zingarettiano (Francesco D’Ausilio), Antonio Stampete (vicino a Marco Di Stefano) e l’AreaDem (la corrente di Franceschini) Alfredo Ferrari. Astenuti: Michela Di Biase appunto (eletta in ticket con Ferrari), un consigliere zingarettiano (Marco Palumbo), una popolare (Ilaria Piccolo), un renziano (Orlando Corsetti), Giulia Tempesta e Valeria Baglio. Alla fine la mozione passa grazie ai voti dello stesso Pomarici, di Giordano Tredicine (FI) e dei civici Giansanti, Celli e Dinoi. Vien da chiedersi se tutti nel Pd romano - Di Biase - abbiano idea di cosa accada al Nazareno e a Palazzo Chigi. Decisamente non un bello spot per Renzi, al netto della guerra fra correnti e della surreale vicenda-Marino con annessi bilancio e rimpasto di giunta. Ma questa è un’altra storia.

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