Politica

I dalemiani tremano per lo «scossone»

Una nuova inchiesta sul Pd pugliese Nelle carte i big del partito vicino a Baffino

Un nuovo «scossone» giudiziario si sta per abbattere sul Partito democratico pugliese. Un’inchiesta «esplosiva» che svela legami tutti da chiarire tra imprenditoria e politica, col ruolo di un supposto faccendiere, già sotto processo per riciclaggio, in stretto contatto con gli ex vertici del partito. La nuova grana arriva dalla Procura della Repubblica di Bari, dopo le note inchieste sul «sistema sanità» che hanno imbarazzato non poco le giunte del governatore Nichi Vendola e che hanno portato a processo l’ex assessore alla Salute Alberto Tedesco e l’ex vice presidente Sandro Frisullo, all’epoca dei fatti molto vicini a Massimo D’Alema. Ed è il nome dell’ex presidente dei Democratici di sinistra a riecheggiare, ancora una volta, negli atti giudiziari. Perché la nuova indagine ruota attorno proprio a un suo intimo: Giovanni Sicolo, ex dipendente della Banca popolare di Bari, imputato di riciclaggio nel processo sul crac da 25 milioni della società Kentron (clinica privata), gestita dall’imprenditore Francesco Ritella, amico di D’Alema. L’IMPRENDITORE RITELLA D’altronde sono gli stessi atti investigativi delle Fiamme gialle a disegnare il quadro della situazione: «Ritella (…) è faccendiere con conoscenze nel mondo politico e dell’alta finanza. Si presenta come persona vicina all’allora presidente dei Democratici di sinistra (…) ha avuto contatti su Roma con il segretario particolare del presidente dei Ds, Giuseppe Fortunato». Inoltre: «Ha occupato in tribuna d’onore allo stadio Olimpico di Roma posti riservati a nome del presidente dei Ds per assistere alla partita di Champion League Roma-Manchester United, ha incaricato il suo amico Mimmo, usuario di un’utenza intestata ai Ds, di provvedere per il regalo al presidente, ha messo a disposizione un’auto e relativo autista per un altro rappresentante di vertice dei Ds di rientro a Roma da Lecce». E non solo: «Ha trascorso il capodanno 2008 in Spagna in compagnia dell’allora vice presidente della Giunta della Regione Puglia, Sandro Frisullo, con il quale è stato in frequente contatto telefonico e periodicamente si è incontrato». IL PD E LA FINOCCHIARO Ma al di là di Ritella è il ruolo di Sicolo ad essere finito al centro di nuove indagini. Perché l’ex impiegato di banca, proprio mentre discute (maggio 2008) al telefono per il presunto riciclaggio di denaro proveniente dal crac della società Kentron, parla con personaggi di spicco della politica. Ci sono, per esempio, le telefonate con Ugo Malagnino, dalemiano di ferro ed ex parlamentare. Poi quelle con Paolo Quinto, ex consigliere politico dell’allora capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro. In entrambi i casi si parla delle elezioni regionali del 2012, a cui Sicolo partecipa attivamente per sostenere il Pd. Ma dagli atti emergono anche gli stretti rapporti che l’imputato di riciclaggio ha con D’Alema. C’è, per esempio, una telefonata del 9 maggio 2012, in cui tale «Giuseppe» contatta l’ex impiegato di banca «appellandolo presidente». «Dice – si legge nei brogliacci delle telefonate – che gli sta passando un amico che vorrebbe parlargli. L’amico gli dice di aver mandato una email a Italiani Europei con la speranza che la leggesse il presidente Massimo D’Alema, si tratta di una proposta relativamente ad una riforma del lavoro, e che vorrebbe parlargli direttamente. Giovanni gli dice che il presidente legge tutte le email». L’amicizia con D’Alema, dunque, sembrerebbe molto stretta, al punto che in un’altra conversazione con una donna «Giovanni dice che stava in giro con il grande capo (Massimo)», fino a fare una visita a Brindisi assieme a D’Alema, per l’attentato alla scuola Morvillo-Falcone che a maggio 2012 costò la vita alla 16enne Melissa Bassi. LE PRESSIONI DELL’ASSESSORE COMUNALE In tema di supposto “lobbying”, invece, ci sono le conversazioni con l’ex assessore comunale Simonetta Lorusso. Scrivono gli investigatori che «sempre in ordine alle frequentazione del Sicolo con esponenti del Partito democratico, l’attività tecnica ha registrato una serie di contatti tra il Sicolo e Simonetta Lorusso, già assessore ai Lavori pubblici nella precedente giunta comunale afferente al sindaco Emiliano. Dal contenuto delle conversazioni si rileva una reiterata richiesta d’intervento, rivolta all’onorevole D’Alema, per il tramite di Sicolo, affinché il politico intervenga favorevolmente presso il presidente della Repubblica, sulla nomina del proprio fratello, Ninni Lorusso a Cavaliere del Lavoro. «D’ALEMA NON NE SA NULLA» Interpellato telefonicamente, Sicolo ha tenuto a precisare che il «presidente D’Alema non c’entra nulla. Lo conosco da quando avevo 10 anni. Mio padre era segretario provinciale del partito Comunista e poi anche deputato. Per questo io e Massimo siamo amici, e lui in tutte queste vicende non c’entra assolutamente nulla e non ne sa nulla». E l’amicizia con Ritella, illustrata anche dagli investigatori? «Ritella non è vicino a D’Alema» precisa, affermando che invece «De Santis sì, in quanto anche lui conosco da 30 anni per la sua vicinanza al partito». Assicura, comunque, che «non c’è mai stata attività di lobby. Sono incappato in questa vicenda (crac Kentron, ndr ) perché sono stato leggero, l’ho detto anche alla Guardia di finanza. Con D’Alema non ne ho parlato di tutto questo, le ripeto, è un’amicizia di 40 anni. Assicuro che in tutte queste vicende lui non c’entra e non ne sa nulla».

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