Politica

Rai, sciopero vietato. E chissenefrega

L’Authority: illegittima l’astensione. I sindacati: la facciamo lo stesso In Senato sì al decreto sui tagli. Sedi regionali verso l’accorpamento

«Il muro contro muro non serve a niente», l’appello accorato dei marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre potrebbe valere anche per quello che ormai si può definire il «caso sciopero Rai». I sindacati (Trimurti al completo) sembrano essersi «incartati» in un pasticcio senza via d’uscita, proclamando un’astensione dal lavoro termonucleare totale per l’11 giugno 2014, data, lo ricordiamo, essendo questo un fattore non secondario, nella quale ricorre il trentennale della scomparsa di uno dei pochi veri rarissimi galantuomini della politica italiana: Enrico Berlinguer. L’autorità per scioperi & co. ha offerto alla Triplice una dignitosa via d’uscita, dichiarando lo sciopero illegittimo. Ma i diretti interessati hanno scelto la linea «muoia Sansone e tutti Filistei». E chissenefrega del divieto, si sono frantumati e, in ordine sparso, hanno confermato lo sciopero. Le rappresentanze hanno scritto alla Commissione di Garanzia confermando l’agitazione di tutti i dipendenti del gruppo Rai, per l’intera durata di ciascun turno di lavoro, su tutto il territorio nazionale, per mercoledì 11 giugno. La suddetta commissione obiettava che, in data 19 giugno, è in programma uno sciopero precedentemente proclamato, nel medesimo comparto, dalla Usb. E siccome la legge prevede che tra uno sciopero e l’altro ci debbano essere almeno 10 giorni (e qui non ce ne sono nemmeno otto), l’astensione è illegittima. La Slc Cgil, ha ribattuto che «non risulta alle predette organizzazioni che la sigla Usb abbia una consistenza rappresentativa tale da integrare, nella successione degli scioperi dei giorni 11 e 19 giugno, la violazione di cui all’art. 2, comma 2 della legge 146/1990». Nessuna marcia indietro dunque, in particolare da Cgil e Uil, sulla mobilitazione Rai contro il Dl 66 dell’aprile scorso, con accuse a Renzi di aver preso una «cantonata», di essere in questa circostanza «un pessimo amministratore», oltre al fatto che il governo, a detta di Luigi Angeletti, «chiede il pizzo, la tangente all’azienda con quei 150 milioni in meno da darle». Angeletti in tarda serata ci ripensa e dichiara: «Lo sciopero non si può fare». La Commissione di Garanzia sugli scioperi ha anche precisato che l’astensione dei dipendenti Rai è illegittima e il perché «è ben noto alle organizzazioni sindacali». Come a dire: lo sapete che non potete fare lo sciopero, allora che lo proclamate a fare? Per sfregio a Renzi, direbbero le malelingue le quali, a pensar male, come diceva Andreotti, fanno peccato ma, di solito, ci azzeccano. Una cosa è chiara: in caso di sciopero l’11 giugno, sarà inevitabile una denuncia per interruzione di pubblico servizio. E qui la Trimurti si frantuma. La Cisl non farà ricorso al Garante e quindi non conferma lo sciopero della Rai. E intanto il decreto Irpef (quello che prevede i 150 milioni di euro di tagli al canone Rai) è passato in Senato e il Pd esulta, dichiarando che «il governo ha mantenuto i suoi impegni». La pensa diversamente il senatore Maurizio Rossi, membro della Commissione di Vigilanza Rai: «La battaglia Governo-Rai finisce 1 a 1. Come nella tradizione delle elezioni, visto che anche qui parliamo di partiti, tutti diranno di aver vinto, ma la realtà è diversa. L’emendamento del Governo inserito nel decreto Irpef - prosegue Rossi - conferma il taglio di 150 milioni di euro alla Rai ed ha confermato per precisione "la presenza in ciascuna regione e provincia autonoma, di proprie redazioni e strutture adeguate alle specifiche produzioni". Tradotto vuol dire che non sono confermate né le attuali sedi né le attuali strutture gonfiate all’inverosimile, ma una presenza territoriale tutta da definire. Resta quindi aperta ogni soluzione di rivisitare tutte le redazioni secondo quelle che saranno le prossime decisioni che in Rai si dovranno prendere per iniziare un’operazione di spending review».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.