L’idea era ottima. Peccato per un errore che l’ha trasformata in una barzelletta sulla quale si è scatenata l’ironia sulla Rete. Un deputato del M5S Filippo Gallinella ha presentato una proposta di legge contro la contraffazione alimentare, di cui il nostro è fra i Paesi maggiormente colpiti. Solo che, come esempio di prodotti da combattere, ha citato il «grano saraceno» che entrerebbe come ingrediente «in un terzo della pasta prodotta in Italia». Peccato che questo tipo di grano non sia assolutamente di importazione ma è presente da secoli in Italia, specialmente nelle vallate del Nord perché predilige climi più freddi. Ed è utilizzato, ad esempio, per fare alcuni tipi di polenta, come quella taragna. I grillini si sono già difesi, visto che la proposta di legge è del luglio dell’anno scorso, spiegando che si trattava di un refuso. In realtà lo stesso errore si trova in una relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale. Quindi i grillini avrebbero semplicemente copiato quel testo. Senza però fare un minimo controllo o farsi venire qualche dubbio. Ma nonostante la «difesa» del M5S le battute si sono sprecate, specie tra i politici. E su twitter è nato l'hasthag #granosaraceno. Sarcastico Roberto Cuillo (Pd): «Al posto di Beppe Grillo, più che del grano saraceno mi preoccuperei della flotta di zuppe inglesi che sta lasciando la Manica...». Sulla stessa linea la collega Pd Stella Bianchi: «Attendiamo la crociata contro i fichi d'India...». E un altro ancora twitta: «Contro il grano saraceno ci vuole il pugno di farro». Poi c’è chi scrive: «Segnalo ai 5 Stelle il problema della crema catalana che minaccia la pasticceria Italia». E ancora: «Tutti a parlare del grano saraceno e nessuno che prenda a cuore la causa della frutta nostrana presa in ostaggio dal fico d'India». E alla fine ha usato una replica autoironica anche il deputato del M5S Francesco D'Uva, sul suo profilo Facebook: «Stiamo calmi e leggiamo quello che scrivono i colleghi di Agricoltura! Comunque, viste le reazioni, ho deciso di non presentare più la pdl che chiedeva di abolire la zuppa inglese dalle gelaterie italiane. Tanto meglio: è il mio gusto preferito. Saluti in Movimento!». Intanto non si placa la polemica sul documento dello staff della comunicazione del M5S alla Camera, che doveva restare riservato e che invece la scorsa settimana è finito ai giornalisti. Domani, nell’assemblea alla Camera, alcuni deputati chiederanno conto di questo. I dissidenti, infatti, vogliono capire le motivazioni di quanto accaduto immaginando una «battaglia tra faide» tra i responsabili della loro comunicazione alla Camera e al Senato.
Oggi le comiche grilline Risate sui cibi «falsi»
Via il grano saraceno perché straniero In realtà è coltivato da secoli nel nostro Paese
