Politica

Il ruggito dei leoni: «Promesse tradite»

I due del San Marco: «Il muro contro muro non risolve, parliamo con l’India Siamo militari, abbiamo obbedito a un ordine ma siamo ancora prigionieri»

Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due fucilieri di Marina trattenuti ingiustamente in India da oltre due anni con l’accusa di aver sparato e ucciso due pescatori indiani, sono stati ascoltati ieri nel giorno della Festa della Repubblica, in videoconferenza dalle commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato. «Vorremmo riconosciuta la nostra innocenza e vorremo che i nostri paesi, India e Italia dialogassero, perché il muro contro muro porta solo distruzioni» ha detto Girone. I due marò hanno rivendicato la propria innocenza, ribadendo di aver solo «obbedito agli ordini». «Sono passati due anni e siamo costretti a essere lontani da tutti - ha ricordato Girone - Sono due anni che con dignità e serietà continuiamo ad affrontare questa situazione». «Auspico che due grandi nazioni come Italia e India possano avere modo di parlarsi ed esprimere la propria democrazia», ha detto Latorre. Sotto i testi integrali degli interventi dei militari.     Massimiliano Latorre:  «Buongiorno a tutti, sono il Capo di Prima classe Latorre Massimiliano. Buongiorno signor Presidente e buongiorno signori Presidenti, e buongiorno anche a tutti coloro presenti in sala e chi ci ascolta. Buona Festa della Repubblica. È un giorno molto importante questo per noi. Sono onorato e felice di aver avuto al possibilità di far gli auguri tramite voi e il vostro canale, e sono felice anche di avere la mia famiglia, le nostre famiglie, coinvolte lì a Roma, prima nella parata e ora in questa seduta. Loro sono il nostro punto di forza, unitamente a tutti gli italiani. Vi chiedo scusa se ogni tanto mi coglie l’emozione, ma non è solito avere questo onore. Vorrei approfittarne per estendere gli auguri per la Festa della Repubblica al Comandante Supremo delle forze armate, il nostro Presidente, e tutti i nostri colleghi attualmente all’estero, e tutti i nostri colleghi in Italia, e a tutti gli italiani. L’italiano, il particolare di un italiano è quello di avere un grande cuore e l’affetto con cui tutti quanti ci state coinvolgendo è una prova diretta. Noi, quel che possiamo fare, è comportarci da militari, da italiani, e come dissi un tempo, soffrire con dignità nell’attesa che questa storia possa avere finalmente termine. Ognuno di voi, signori presidenti, ha parlato auspicando qualcosa. Consentitemi di poter auspicare, da parte mia, poche cose. Quello che io auspico è che due grandi nazioni, come l’Italia e l’India, possano avere finalmente modo di parlarsi e dar luogo ad esprimere la propria democrazia. Sono due paesi democratici. Ognuno per la sua parte che venga coinvolto, che ci sia dialogo. E concludo, oltre nel ringraziarvi, rifacendomi a una frase: tutti insieme, nessuno indietro. Grazie a tutti e buona Festa della Repubblica. Col vostro permesso passo la parola al Secondo Capo Girone. Buona giornata».     Salvatore Girone: «Buongiorno a tutti i presenti, Presidente Vito, Presidente Cicchitto, Presidente Casini, Presidente Latorre, grazie per averci dato questa opportunità. Auguro a voi buona Festa della Repubblica, lo auguro anche a tutte le istituzioni, lo auguro a tutti gli italiani e a tutti i nostri colleghi militari che quest’oggi ho ben seguito attraverso la televisione mentre sfilavano. E devo dire la verità, è una grande emozione, per noi, guardare, sentire il passo marciante di ognuno di loro. E non è certamente bello non essere lì fra di loro. Sono passati più di due anni e anche questa volta siamo costretti a essere lontani da tutti voi e essere presenti lì in Italia solo attraverso una webcam. Sono due anni che con dignità, serietà, continuiamo ad affrontare questa situazione, ad andare avanti. Abbiamo obbedito a degli ordini ed oggi siamo ancora qui presenti. Abbiamo mantenuto una parola, quella che ci era stata chiesta di mantenere, e che ancora con dignità e onore per la propria nazione, onore per tutti i soldati italiani, onore per tutti i popoli del mondo, la continuiamo a mantenere, con grande dignità. Noi vorremmo che venga riconosciuta prima di tutto la nostra innocenza, noi vorremmo che i nostri Paesi dialogassero per la pace e non per le rotture. Il muro contro muro porta solo alle distruzioni. Noi continueremo con dignità, lo ripeto, con onore, per il nostro paese, la nostra bandiera, e nel rispetto di tutti i militari del mondo che in questo momento stanno operando in ogni parte del mondo. Italiani, americani, inglesi, indiani, tutti. E ognuno di loro in questo momento deve sentirsi tutelato nei propri diritti. Vi ringrazio ancora, vi ringrazio per gli encomi che ci avete fatto prima, vi ringrazio per il grande supporto che ci date, per la tenacia che dimostrate, a non abbandonare due soldati, non Salvatore e Massimiliano, due soldati che possono essere chiunque al mondo. Grazie per averci ascoltato e ancora buona Festa della Repubblica».

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