Eletto deputato con An nel 2001 e nel 2006, ex coordinatore regionale di Futuro e Libertà, Enzo Raisi finiano doc, apre a un ritorno dell’ex leader di Alleanza Nazionale sulla scena politica. È rimasto sorpreso dalle parole di Fini su un ritorno in politica? «Sorpreso no, bisogna capire cosa intende fare. Penso che una persona del suo livello prima o poi possa trovare una ricollocazione. Bisogna vedere in che termini, con che ruolo e con che posizionamento». Secondo lei ha già in mente un progetto politico? «Le ultime elezioni hanno dato un risultato molto chiaro: lo sfaldamento totale del centrodestra con la vittoria assoluta del centrosinistra che ha preso i voti anche di molti elettori di destra. Per cui va compreso se c’è un nuovo spazio per una destra moderna che Fini ha sempre auspicato». Come si ricostruisce il centrodestra? «Fino a che c’è Berlusconi c’è un tappo. Sicuramente in questo momento è più debole rispetto a quando noi abbiamo rotto con lui e molto elettorato di centrodestra si è emancipato da Berlusconi, ma rimane una pesante ombra che è sempre lì». Qual è stato l’errore il più grande che imputa a Fini? «Ce ne sono stati due, molto grandi. Il primo è non essersi dimesso da presidente della Camera che era quello che si aspettava il suo elettorato. Il secondo è stato non aver valutato bene chi aveva di fronte. Ci siamo trovati contro dei carri armati, sia a livello mediatico sia di risorse, mentre noi combattevamo, eroicamente, con delle fionde. E questo ci ha massacrato». Fini ha avuto parole dure nei confronti di Fratelli d’Italia: «Hanno utilizzato la storia di An senza conoscerla». È d’accordo? «Concordo in pieno. Fdi è La Russa più la sezione missina Colle Oppio di Roma. Non c’è dietro nessun progetto politico serio. È un partito molto romano con un pezzo di Lombardia, rappresentata da La Russa, il cui unico obiettivo è conservare la posizione in Parlamento. Inoltre si sono indebitamente appropriati del simbolo di An che non gli ha neanche portato fortuna». Ncd è un partito in grado di indicare la rotta al futuro centro-destra? «Porto molto rispetto per loro, però la gente ha voglia di volti nuovi, mentre nel Nuovo Centrodestra ci sono molti volti vecchi. Questa non può essere l’immagine del futuro. Renzi ha tracciato la linea del cambiamento. Io ho 52 anni, ma ormai sono vecchio per la politica, in questo momento credo sia giusto lasciare il testimone ai giovani. Poi vedremo se saranno così bravi, questo lo dirà la storia». È arrivato il tempo per le primarie anche nel centro-destra? «Una delle pochissime cose che ho invidiato alla sinistra sono state le primarie. Se mai si riuscisse a farle forse avremmo un centrodestra normale. Credo che ci siano tante persone che dalle primarie potrebbero emergere. Ormai in tutta Europa sono uno strumento abbastanza acquisito. Il vero problema è che in questo Paese non c’è una normativa a riguardo». Quanto è costato non farle prima? «Moltissimo perché la gente è stanca, la gente vuole volti nuovi ed essere partecipe. Lo abbiamo visto con Renzi che al primo giro ha preso delle gran sberle, ma poi si è imposto. Le primarie servono per avere una legittimazione dal basso, è sono uno strumento di democrazia». Secondo lei chi è destinato a raccogliere l’eredità di Berlusconi? «Pare che voglia passare il testimone a sua figlia. Se questo accadesse veramente sarebbe da Stato delle banane. Non si è mai vista una cosa del genere, con tutto il rispetto che io ho per la figlia che mi sembra una bravissima imprenditrice. Non siamo in una monarchia».
«Gianfry fa bene a provarci Ma ha idea di cosa fare?»
Andrea Barcariol Eletto deputato con An nel 2001 e nel 2006, ex coordinatore regionale di Futuro e Libertà, Enzo Raisi finiano doc, apre a un ritorno dell’ex leader di Alleanza Nazionale sulla...
