Politica

Bonelli: "Beppe non si allea con noi? E chi glielo ha chiesto?"

Il presidente della Federazione dei Verdi: "Grillo cerca l'alleanza con Farage che è un fautore del nucleare, delle centrali a carbone e delle privatizzazioni"

«Noi pro-Merkel? Ma che assurdità vanno dicendo i 5 Stelle?». Angelo Bonelli, presidente della Federazione dei Verdi, non crede ai propri occhi, e alle proprie orecchie, nel leggere il blog di Beppe Grillo e nell’ascoltare le parole del vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, che nei giorni scorsi avevano definito i Verdi Europei, e in particolare quelli tedeschi, come consenzienti alle politiche di austerity di Angela Merkel e del Partito popolare europeo. Un dibattito, quello sulla possibile alleanza a Strasburgo fra il MoVimento e il partito ambientalista, messo a tacere definitivamente dall’ex comico, che appare deciso a proseguire sulla strada dell’intesa con il conservatore-antieuropeista, Nigel Farage. «Hanno scelto una strada diversa, ma nessuno gli ha chiesto niente», sostiene in un colloquio con Il Tempo, Bonelli. Le cinque stelle del M5S sono acqua, ambiente, trasporti, sviluppo ed energia. Non riteneva che il loro sbocco naturale fosse quello del gruppo guidato da Ska Keller? «Nel M5S ci sono parlamentari stimabilissimi per il loro impegno sui temi ambientali, ma di fatto il loro leader sta prendendo una strada opposta a quella che porta verso di noi. Nigel Farage non è solo un conservatore, che ha espresso posizioni discutibili sul piano sociale, ma è anche un fautore del nucleare, delle centrali a carbone e delle privatizzazioni. Non so come si possa conciliare con il nostro movimento». È dunque chiusa ogni strada di collaborazione? «Vede, noi non abbiamo chiesto nulla ai 5 Stelle. Un nostro eletto tedesco, Jan Philipp Albrecht, ha dichiarato che i grillini non erano interessati entrare nel gruppo dei Verdi, e così è nato il dibattito. Noi siamo disposti a collaborare con tutti, ma le nostre posizioni sono note e chiare». Eppure Grillo nasce un po’ verde, nel 2007 venne a Strasburgo proprio come vostro ospite. Un po’ una delusione? «Se ci si allea con Farage è evidente che non si può stare sulle nostre stesse posizioni. Ma ce ne faremo una ragione». I Verdi sono la terza forza in Germania, la seconda in Svezia e vanno bene sia in Danimarca che in Francia. In Italia invece state sotto l’1%. Il M5S forse vi ha un po’ svuotato? «No. I Verdi sono stati svuotati da scelte politiche sbagliate. Per esempio, da forza inizialmente post ideologica, non hanno mantenuto la propria trasversalità e hanno preferito spostarsi sulle posizioni della sinistra radicale». Certo, allearvi a livello europeo vi avrebbe permesso di avere dei portavoce italiani, non trova? «Non c’è alcun bisogno. Innanzitutto perché noi vinceremo il ricorso che a breve presenteremo per rendere nullo lo sbarramento del 4%, inesistente nel resto d’Europa, e promuovere uno dei nostri candidati al Parlamento Europeo. Secondo, perché sia il sottoscritto che altri esponenti italiani hanno ottimi rapporti con i colleghi degli altri Paesi e fanno parte degli organismi decisionali dei Verdi Europei. Dunque, su questo punto, non c’è da preoccuparsi».

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