Politica

Renzi striglia la Rai

"Lo sciopero? Umiliante". Il premier a Trento insiste: tutti tagliano e deve farlo anche viale Mazzini. Riorganizzi le sedi regionali o venda Rai Way

Non è la Rai la preoccupazione di Renzi. Il presidente del Consiglio, ospite al Festival dell'economia di Trento, parla di un “falso problema”. Ma tra esecutivo e azienda è ormai scontro aperto. Per il taglio di 150 milioni, i giornalisti, i dipendenti e i dirigenti di viale Mazzini sono pronti al primo sciopero contro il governo nella storia aziendale. Sembra che il premier sia rimasto allibito dalla decisione. “Trovo incredibile questa riflessione e polemica che nasce dal sindacato interno". Bolla come "umiliante" uno sciopero Rai "quando tutte le famiglie nel Paese reale tirano la cinghia". Va dritto per la sua strada, dunque. “Vogliono fare sciopero, lo facciano, poi ci confrontiamo sui numeri, sul costo delle sedi regionali”, ragiona. E d'altronde è consapevole che l'opinione pubblica è tutta dalla sua parte quando si parla di tagli a sedi considerate fonti di privilegi da casta, se non di inaccettabili sprechi: “Se la Rai avessero annunciato lo sciopero nella settimana delle elezioni prendevo il 42.8% e non il 40.8%”. Il presidente del Consiglio non si tira indietro neanche quando di tratta si attaccare il sistema di lottizzazione e affiliazione politica che a suo dire – e a detta di molti – incrosta viale Mazzini dispiegando “effetti perversi”. “In Rai c'è il mondo più politicizzato che si conosca, in Rai c'è ancora l'idea che si possa far carriera per la vicinanza a un politico. Chi la pensa così, stia lontano da me”. Renzi è pronto a cavalcare la polemica, e ottenerne terreno fertile dove impiantare nuovi interventi. Sfrutterà l'occasione per cambiare la governance e la legge Gasparri quando ci sarà da trattare la nuova convenzione tra l'azienda e lo Stato, anticipando i tempi. Il viceministro alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, annuncia infatti che il governo è determinato ad anticipare a quest'anno (rispetto alla scadenza del 2016) il rinnovo della convenzione. Ciò significa che nei prossimi mesi Luigi Gubitosi e i vertici di viale Mazzini saranno chiamati a fornire risposte ai quesiti e alle sollecitazioni del premier. “Chi lavora nel servizio pubblico deve lavorare sui contenuti", insiste Renzi ricordando lanecessità della vendita di Rai Way poi bloccata da un provvedimento dell'ex ministro Gasparri: "Tutti tagliano i costi, non vedo perché la Rai non debba farlo. L'operazione più semplice è quella di vendere Rai Way. Diamo alla Rai due possibilità: riorganizzare le sedi regionali o vendere Raiway che non è decisiva ai fini del suo funzionamento". Infine lancia il suo avvertimento: "Se di mestiere fossi nel gruppo dirigente Rai rifletterei se il tuo azionista ti chiede questo”. L'azionista, ovviamente, è Palazzo Chigi. È chiaro allora cosa intenda Renzi quando dice che i “conduttori fanno domande assumendo le parti dell'azienda". "Lo trovo molto singolare". Tutti sono avvertiti.

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