Politica

Primarie, Berlusconi zittisce il partito

Lo stop di Silvio: "Inutili polemiche, fermate il dibattito a mezzo stampa" Passera: "La cosa più semplice? Fare un po' di autocritica - Pane e lavoro: la sfida del "Mattinale"

Questa storia delle primarie del centrodestra, lanciata da Il Tempo e appresso alla quale si sono affannati tutti gli altri organi d’informazione, comincia ad apparire come un duello in stile film di Sergio Leone. Ognuno dice la sua, ma alla fine si troveranno di fronte il Cavaliere solitario e il giovane bounty killer. Silvio Berlusconi, fondatore, leader, anima profonda e (per il momento) unica di Forza Italia ha alzato la voce e, nero su bianco, ha detto chiaro e tondo che di questa storia delle primarie non bisogna più parlare in pubblico. I panni sporchi si lavano in famiglia. Raffele Fitto, che alle Europee ha fatto il pieno di voti e invece delle primarie vuole parlare, ha risposto: «Carissimo Presidente, raccolgo l’appello»... e raccoglie anche la sfida. «Forza Italia è, fin dalla sua fondazione, venti anni fa, un movimento politico aperto, democratico, rispettoso del contributo di tutti i suoi militanti - ha scritto Silvio Berlusconi al suo partito - attento a valorizzare ogni idea maturata al suo interno e le diverse esperienze che lo hanno reso grande. In tale direzione ho sempre orientato la mia attività di Presidente e Fondatore, con l’equilibrio, la capacità di sintesi e il rispetto di tutti che mi sono sempre stati riconosciuti». E ancora: «Già prima delle elezioni, su mio preciso stimolo, abbiamo avviato un cammino di rinnovamento importante e articolato, che sono certo darà presto i suoi frutti. Nei prossimi giorni, come già stabilito, ci confronteremo all’interno del nostro Ufficio di Presidenza per fare un primo bilancio e stabilire nel merito e nel metodo le nostre prossime iniziative, consapevoli che l’esito delle elezioni del 25 maggio ci obbliga ad un cambio di passo e di visione politica che non può certo ridursi ad un confronto, pur legittimo, su organigrammi e metodi di selezione» e dopo aver stabilito il luogo dove effettuare eventuali discussioni, Berlusconi conclude: «Chiedo quindi a tutti di non proseguire con uno sterile dibattito a mezzo stampa sulle primarie e a non contribuire così all’immagine negativa che i media ostili costruiscono ogni giorno a nostro danno». Il discorso è al partito, il nome di Raffele Fitto non viene mai fatto. Ma è da lui che arriva la risposta. «Carissimo presidente - scrive Fitto via web - raccolgo l’appello che hai rivolto a tutti, e dunque preannuncio che al prossimo Ufficio di Presidenza lavoreremo per una proposta articolata di rilancio sia sul terreno dei contenuti sia su quello organizzativo. E sono sicuro che sarà una discussione ricca, positiva e costruttiva, che probabilmente sarebbe anche utile trasmettere in diretta audiovideo, dando modo a tutti di seguire senza filtri il nostro comune ragionamento». Un modo decisamente diverso di vedere il dibattito e continua: «Ciò detto, consentimi di ribadirti pubblicamente ciò che ho già avuto modo di dirti a quattr’occhi, con l’affetto e la sincerità di sempre. Quello che fa male al nostro movimento non è certamente il libero dibattito di idee, condotto da chi come me lo fa lealmente, ma la piccola dose quotidiana di falsità e veleni che alcuni mettono in circolo da troppo tempo. In un grande movimento, come noi siamo, chi discute in modo limpido (senza retroscena, senza sottintesi, senza doppie verità), e lo fa forte di una coerenza nota, dovrebbe essere una risorsa, e non un problema. Ho l’orgoglio - conclude Fitto - di conoscere un Berlusconi che si è sempre fatto forte delle idee innovative, e ha sempre alzato l’asticella del cambiamento, spiazzando tutti». Due posizioni poco conciliabili e, nel partito, ci sono già gli schieramenti. Renato Brunetta, capogruppo di FI alla Camera: «Il centrodestra se unito vince, dal Dopoguerra ad oggi. La sinistra ha vinto solo quando il centrodestra si è diviso. Berlusconi è stato il grande federatore, sarà il grande federatore». Il compagno di partito, Francesco Paolo Sisto: «Riconquistiamo lo spirito del ’94 e ridiamo corpo all’idea valida e sempre vincente di Silvio Berlusconi: quella di un movimento votato alla trasparente corrispondenza tra volontà popolare e scelta politica». E prosegue: «Bene ha fatto Raffaele Fitto a sottolineare l’importanza, a tal fine, di un vivace e schietto dibattito interno al partito, indice di una vitalità e di una voglia di rilancio che - conclude - ci porterà a riaffermare il nostro dna limpidamente popolare». Il senatore Altero Matteoli afferma invece che «le parole di Berlusconi sono musica per le mie orecchie. Confrontarci nel partito è ciò che va fatto. Abbiamo l’obbligo di raccogliere l’invito del nostro leader - aggiunge - che farà sintesi delle varie proposte politiche e organizzative». Renata Polverini invece condivide in pieno la proposta di Fitto «di rendere pubbliche attraverso la rete le nostre riunioni». Quell’Ufficio di Presidenza sarà un po’ come l’Ok corral. Ma è anche vero che in un film di Leone il vecchio cavaliere e il giovane bounty killer si mettono d’accordo. E fanno fuori tutti gli altri.

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